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Vanya Stone accusa Fausto Brizzi di molestie: “Presentai un esposto 2 anni fa”

Vanya Stone ha accusato Fausto Brizzi di molestie, rivelando al settimanale Grazie che due anni fa presentò un esposto, ma le risposero che non c’erano prove e quindi non si poteva agire. E’ un periodo davvero buio e travagliato per il noto e popolare regista italiano, che è stato scaricato dalla Warner Bros Entertainment Italia in quanto ha sospeso ogni futura collaborazione con Fausto Brizzi che non verrà associato ad alcuna attività relativa alla promozione e distribuzione del film Poveri ma ricchissimi.

Vanya Stone – Foto: Facebook

«Sono una tatuatrice e lavoro spesso per il cinema – ha raccontato Vanya a Grazia – Mi piace anche recitare e in passato ho fatto un paio di ruoli. Un giorno, su Facebook, Fausto Brizzi mi scrive dicendomi che ho un viso interessante e che gli piacerebbe conoscermi per, forse, usarmi in un film. Mi invita nel suo studio, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Mi trovo in un loft a due piani, lui mi fa salire al secondo dove ci sono una Jacuzzi, una doccia e un letto. Io sono perplessa ma lui mi spiega che lì, a volte, si ferma a dormire dopo il lavoro. Mi dice che vuole farmi un paio di foto e che mi devo spogliare – ha proseguito la tatuatrice – perché i jeans e la maglietta possono nascondere eventuali difetti. Resto in mutande e reggiseno e lui comincia a toccarmi e a fare apprezzamenti. Io mi sento a disagio, per cui mi rivesto di corsa. A quel punto mi offre un massaggio – ha continuato -, lì accanto c’era un lettino da massaggiatore, io rifiuto e lui mi si siede vicino e riprende a toccarmi. Lì accanto vedo la foto di una donna e gli chiedo se quella sia sua moglie. Lui mi dice che non lo è ancora – ha sottolineato -, che si devono sposare due giorni dopo. E poi, all’improvviso, si spoglia e prende a masturbarsi. Io di solito sono una persona che reagisce ma in quel momento era tutto talmente irreale che sono rimasta paralizzata. Mi fissava con occhi che facevano paura. Poi sono riuscita a sbloccarmi: sono saltata in piedi e gli ho gridato che era un porco, un pervertito. Lui mi ha afferrata per le braccia cercando di fermarmi – ha continuato -, dicendomi che, in fondo, sapeva che piaceva anche a me. Gli ho dato una spinta e sono fuggita giù per le scale. Appena uscita ho cominciato a piangere. Mi sentivo una stupida, sporca e in colpa. Dopo tre notti insonni, l’ho detto a mia madre e sono andata dai carabinieri a fare un esposto. Ma non è servito. Mi hanno detto che non avevo prove, che non potevano agire. Non so neanche se mi hanno creduto».

Per poi concludere: «Io ho sempre parlato. Solo che nessuno mi ha mai ascoltata. Ho parlato anche su Facebook. E a chi mi diceva: “Stai attenta che ti denuncia per diffamazione”, rispondevo: “Magari. Che lo faccia. Che giuri in un tribunale”. Adesso che altre si fanno avanti, anche la mia parola vale qualcosa. Non è solo Brizzi, sono tanti, e bisogna che si sappia. Sono stata molestata anche da un altro regista, ho ancora i suoi messaggi dove mi chiede scusa, come se quello risolvesse tutto. È arrivato il momento di far pagare i colpevoli, non le vittime».

In questo momento così difficile per la carriera e la vita matrimoniale di Fausto Brizzi, Claudia Zanella si è schierata dalla sua parte poiché a prescindere “dal fatto che l’imputato in questo tribunale mediatico sia mio marito, non trovo affatto corretto per nessuno essere descritto come il peggiore dei criminali”.

Resta il fatto che al momento non c’è nessuna denuncia o querela presentata ufficialmente da nessuno contro Fausto Brizzi.