Quantcast

Venezuela, Luisa Ortega Diaz: “Se mi uccidono, è colpa del Governo”

Venezuela nel caos e in profonda crisi.  La dittatura imposta da Nicolas Maduro sta seminando odio, violenze, morti e feriti. La nuova Assemblea Costituente venezuelana ha rimosso dal suo incarico la procuratrice generale Luisa Ortega Diaz. Il Vaticano ha chiesto a tutti gli attori politici e al Governo che venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Ben 17 Paesi del continente americano hanno condannato la crisi della democrazia in Venezuela e hanno rinnegato l’Assemblea Costituente voluta a tutti i costi dal presidente Maduro. Hanno espresso pieno sostegno e solidarietà all’Assemblea nazionale e hanno condannato la violazione sistematica dei diritti umani, la repressione e la persecuzione politica, l’esistenza di prigionieri politici e la mancanza di elezioni libere.

Luisa Ortega Diaz – Foto: Facebook

Luisa Ortega Diaz, rimossa dall’Assemblea Costituente fortemente voluta dal dittatore Maduro, ha rilasciato alcune dichiarazioni durissime contro il Governo ai giornalisti.

“Se mi succederà qualcosa la colpa sarà del Governo – ha dichiarato l’ex procuratrice generale – In particolare del servizio segreto Sebin“. Durante il convegno all’Universidad Catolica Andres Bello ha rilasciato un’intervista anche al quotidiano La Stampa: “In questo Paese non c’è più un Governo. In Venezuela l’esecutivo serve solo ad occupare illegalmente il Paese e sfruttarne le risorse, alla faccia della gente. Io mi considero ancora la procuratrice generale del Venezuela. Gli atti dell’Assemblea sono nulli, in quanto è stata formata attraverso un processo non costituzionale e illegittimo. Il voto è avvenuto alle spalle della gente – ha proseguito -, non con il suo consenso, pochissimi sono andati ai seggi. La Costituente serve a imporre la volontà del regime per raggirare il popolo, perseguitarlo”. Per quanto riguarda la sua destituzione, ha spiegato che il vero obiettivo è “mettere le mani sulle prove della corruzione del Governo, che avevamo raccolto”.

Per poi concludere: “Qualunque attentato, o atto aggressivo contro la mia persona sarà responsabilità dell’esecutivo. In particolare della polizia politica Sebin. Lo stesso vale per i dipendenti del Ministerio Publico, che sono già oggetto di persecuzioni”.