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Vittorio Sgarbi racconta Marina Ripa di Meana: “Umiliava gli uomini sottomettendoli sessualmente”

Vittorio Sgarbi ha raccontato alcuni aneddoti sulla vita pubblica e privata della socialite e personaggio tv Marina Ripa di Meana, scomparsa a 76 anni. Il controverso politico, opinionista tv e politico ha ricordato i momenti più intensi della carriera di Marina al Quotidiano.net.

Vittorio Sgarbi – Foto: Facebook

La mamma vip di Lucrezia Lante della Rovere è morta il 5 gennaio scorso, dopo aver combattuto per ben 16 anni contro un tumore. Per suo volere non sono state organizzate cerimonie funebri. “Mia madre ha combattuto la malattia come una guerriera – ha ricordato Lucrezia Lante della Rovere – e sarà un grande esempio per me, per le mie figlie e per tutti noi. Mamma, mi mancherai!”.

Il fondatore del movimento politico Rinascimento ha scritto al Quotidiano.net: “Marina era una donna che si era formata nel mito tardivo della femme fatale : era bellissima e seduttrice, e attraverso queste arti riusciva a rovinare gli uomini. Io ero bambino, ma sono certo che, in quegli anni, Marina aveva sontuose pellicce di visone, mentre, molti anni dopo si sarebbe schierata contro l’uso per moda di pelli e pellicce, lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro le corride, diventata animalista”.

Sgarbi ha poi continuato: “Allo stesso modo, la sua capacità di seduzione felina si rovesciò in femminismo quando i tempi consentirono alle donne di manifestare le loro superiorità. È stata certamente il personaggio più notevole di quel passaggio d’epoca, da un piccolo mondo antico a un piccolo mondo moderno. Un caso interessante di femminismo non classico, non provocatorio, non urticante (e spesse volte, invece, intrigante e seduttivo), e comunque non antagonista al maschio. Il modo migliore per umiliare un uomo è sottometterlo sessualmente, sedurlo fino a fargli perdere la testa, mantenendo la propria. Marina è stata femminista, sottomettendo i maschi al suo dominio. La sua natura era provocatoria, divertente, smodata, sempre pronta al colpo di scena, come quando lanciò la torta in faccia a Costanzo o la ‘pipì d’artista’ a me”.

Per poi sottolineare: “Erano reazioni indispettite, indignate, come per rivendicare diritti lesi. Ma lo faceva sorridendo, convinta di giocare in un mondo di eterni bambini, fulminei nell’incazzarsi e altrettanto nel perdonarsi. Le sue trovate, con un retrogusto artistico, erano espressione di individualismo, di antagonismo, di esibizionismo, e non alteravano il suo temperamento giocoso e divertente. Era una donna voluttuosa e decadente, una interprete femminile del Don Giovanni. In questo è stata certamente anticipatrice, una figura all’avanguardia tanto più dirompente nel contesto delle regole tradizionali. E proprio a lei è toccato rappresentare una fase evolutiva della donna seduttrice”.