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Voucher, slitta a mercoledì prossimo la presentazione del testo unificato

Nati per gestire il lavoro sommerso, i voucher si sono trasformati in una copertura per il lavoro a nero. Oggi i dati presentati sull’attività di vigilanza svolta dal Ministero del Lavoro dimostrano che nel corso del 2016 sono stati accertati 2.700 casi di utilizzo improprio dei buoni lavoro, che in 1.638 casi erano usati per coprire il lavoro nero.

Voucher lavoro- foto leggioggi.it

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato “Non lo dico in assoluto, ma tendenzialmente i voucher è ragionevole vengano usati dalle famiglie, per i lavoretti, e non dalle imprese, che hanno i contratti di lavoro”. Il ministro ha chiarito: “Io penso che vadano modificati perché aver eliminato la locuzione di lavoro occasionale ha prodotto che l’unico vincolo è restato quello della quantità, e questa situazione ha reso lecito un utilizzo che non è giusto né logico”.

L’obiettivo del testo unificato sui voucher è quello di prevedere l’esclusione delle imprese dell’utilizzo dei voucher. Sostanzialmente si preme affinché i buoni lavoro vengano utilizzati esclusivamente per le famiglie e per i lavoretti, ammettendo come eccezioni le attività mirate. Gli altri nodi sciogliere sono il tetto massimo di 7 mila euro e la proposta di legge sulla responsabilità solidale negli appalti.

Secondo il  segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, vi è stato un vero e proprio stravolgimento della norma che invece doveva riguardare solo il lavoro occasionale: “Uno stravolgimento avvenuto per ripetuti interventi, anche se il picco dei voucher inizia alla fine del 2013 e vede il suo culmine tra il 2004 e il 2016”. In sostanza sui buoni lavoro era già stata fatta una proposta precisa consegnata in Parlamento con 1.200.000: “i voucher, il lavoro occasionale, deve avere determinate caratteristiche, che non può mai essere sostitutivo del lavoro strutturato e dipendente”.

La sindacalista ha ribadito che continuare a delineare una stretta sulla questione significa non affrontare il tema principale ovvero che “sono diventati una nuova forma di precarietà più precaria delle altre e noi abbiamo bisogno di ridurre la precarietà”.