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Wayne Rooney e la sua battaglia contro l’alcol: “Avrei potuto uccidere qualcuno o morire io stesso”

Wayne Rooney ha affrontato tanti temi delicati, tra cui la sua battaglia contro l’alcol, in un documentario in uscita su Amazon Prime. Il 36enne allenatore di calcio ed ex calciatore inglese, di ruolo attaccante, si è raccontato senza censure. L’attuale tecnico del Derby County ha alle spalle una carriera ricca di vittorie, trofei, traguardi raggiunti: è tuttora il miglior marcatore all time con la maglia dell’Inghilterra e con quella del Manchester United.

Wayne Rooney – Foto: Facebook

I problemi con l’alcol, la paura di morire e l’infanzia violenta hanno contraddistinto la vita dell’ex campione del Manchester United e della Nazionale inglese di calcio.

Alcune anticipazioni del documentario sono state raccolte dalla BBC. “Ho commesso tanti errori – ha rivelato Rooney -, con le ragazze o come guidare in stato d’ebbrezza, purtroppo 10-15 anni fa stavo passando un brutto momento. Sapevo che avevo bisogno di aiuto, per salvare me stesso e la mia famiglia, ma non potevo entrare nello spogliatoio e dire che avevo problemi con l’alcol”.

Protagonista anche di diverse risse per strada: “Una volta sono tornato a casa con un occhio nero e avevo solo 12 anni”. Parlando del suo problema con l’alcol, l’attaccante ha confessato: “Temevo di morire o di uccidere qualcuno”.

Era ancora una promessa del settore giovanile dell’Everton, quando ricevette una grande lezione dal suo allenatore. “Un giorno attraversavo la strada con una bottiglia di sidro. Il mio allenatore del tempo, Colin Harvey, mi vede e mi lascia passare. Il giorno dopo mi prende da parte e mi dice: ‘Sei il più grande talento che abbia mai visto alla tua età, non sprecarlo’”. Fortunatamente Rooney è rimasto colpito da queste parole e ne ha seguito gli insegnamenti, facendo parlare di sé molto presto grazie a una prima stagione di Premier League da record (6 gol da debuttante, a 16 anni): il primo gol arriva contro l’Arsenal degli “Invincibili”, imbattuto da 30 partite, quando entra in campo nel finale e segna il gol-vittoria all’ultimo minuto.

Tra gli aneddoti-choc anche quello relativo ai tacchetti appuntiti, indossati deliberatamente per far male ad un avversario nel corso di una partita contro il Chelsea di José Mourinho che si apprestava a vincere la Premier.

A farne le spese fu John Terry (suo compagno in nazionale, tra l’altro), che nel corso di una sfida tra United e Chelsea dell’aprile 2006 uscì in stampelle dopo un fallo di Rooney ma che sembra averla presa sportivamente e, dopo la confessione di “Wazza”, ha commentato su Twitter: “Forse ti riferisci a quando hai dimenticato i tuoi tacchetti nel mio piede?”.