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“Whitney Houston era bisessuale”: il documentario shock sulla cantante

Whitney Houston era bisessuale. A dirlo è un caro amico della cantante nel documentario “Whitney: Can I Be Me”. Sembra che la Houston, scomparsa nel 2012, fosse pazzamente innamorata della sua assistente Robyn Crawford, con cui ha lavorato per oltre 20 anni. Nel film sono affrontati alcuni aspetti oscuri della vita della cantante, inediti e dietro le quinte.

Secondo gli amici se Whitney Houston avesse fatto coming out sarebbe ancora viva

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Foto: Whitney Houston

Schiacciata dal peso della sua sessualità: sarebbe morta così dunque Whitney Houston. A far eco alle dichiarazioni sulla presunta bisessualità sono in molti. Alcuni cari amici della cantante, infatti, la ricordano come una donna che, se avesse fatto comingout, sarebbe in tutta probabilità ancora viva.

La relazione tra Whitney Houston e l’assistente Robyn Crawford

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Foto: Whitney Houston con Robyn Crawford, sua assistente, di cui sembra fosse innamorata

Nella biografia si racconta della relazione nascosta ma anche dei litigi pesanti di Whitney e Robyn. “Non penso che fosse gay – dice il costumista della cantante Ellin Lavar -, ritengo fosse bisessuale. Robyn era un porto sicuro in un mare in tempesta: in lei Whitney riusciva a trovare la pace e la sicurezza di cui aveva assoluto bisogno” – ha specificato.

Purtroppo per la cantante, però, l’assistente fu licenziata dopo 20 anni di servizio dalla mamma di Whitney che voleva allontanarla definitivamente da sua figlia.

La morte di Whitney Houston l’11 febbraio 2012. Quali sono le vere cause?

12 anni dopo, l’11 febbraio del 2012, la Houston è morta annegata in una vasca da bagno, a seguito di un attacco cardiaco legato al consumo di cocaina. Questo secondo l’autopsia. Chi la conosceva bene pensa che Whitney si sia spenta a causa del dolore per l’assenza di Robyn e per quello che sembrava essere il vero amore della sua vita.