Sanremo 2021: il circo della moda

Da anni sinonimo di eleganza e raffinatezza, il festival per eccellenza della musica italiana cade nel trash look. Sanremo a partire dal lontano 1951 è il festival per eccellenza della musica italiana celebrato ogni anno nella splendida città della riviera ligure, dove accreditati e talentuosi cantanti si contendono il celebre premio che aprirà loro le porte del mercato discografico nazionale. È uno dei più importanti e longevi festival musicali dove i brani, composti ovviamente da autori italiani, dopo un’attenta selezione nei mesi immediatamente precedenti da un’apposita commissione sulla base delle candidature pervenute, gareggiano fra inediti e come in questa edizione con tributi ai grandi cantanti e cantautori del panorama musicale italiano.

Elodie in abito rosso di Versace – Foto: Instagram

Il Festival di Sanremo nacque per incrementare il turismo nella “stagione morta” nel comune ligure. Durante un colloquio l’allora direttore delle manifestazioni e delle pubbliche relazioni del casinò di Sanremo, Angelo Nicola Amato, e il conduttore radiofonico Angelo Nizza, assiduo frequentatore del casinò municipale, decisero di creare una manifestazione di carattere musicale e da qui il via alle grandi candidature canore. Oltre alla competizione musicale il Festival di Sanremo è noto per i grandi look da sera e da teatro consoni alla grande scalinata sanremese dove le dive fra gli anni ’60, ’70 e ’80 hanno fatto sognare i telespettatori. La parola d’ordine era eleganza, quell’eleganza senza tempo ad un passo dall’eros che non sfiorisce mai.

Negli ultimi anni rispetto agli anni passati con il cambiare delle mode e delle generazioni le regole sul vestiario per accedere alla manifestazione non sono più eccessivamente rigide e quindi la domanda sorge spontanea… ma come ci si deve vestire per esibirsi sul grande palco dell’Ariston? La risposta è semplice… NON COME L’APPENA CONCLUSA EDIZIONE 2021… un mix fra teatro ed esagerazione dove i look hanno abissato l’aspetto canoro, generando un vortice fra eccesso e sgradevolezza.

Un’edizione particolare a causa dell’emergenza Covid-19 senza abbracci, baci e il tanto caloroso pubblico. Forse per questo i cantanti e i loro costumisti consapevoli di un’assenza fisica di telespettatori hanno dimenticato che ogni abito (e accessorio) ha la sua giusta occasione.

ARISA: Donna carismatica dalla grande voce e dal grande talento, con la straordinaria capacità di emozionare sin dalle prime parole. Purtroppo il look della prima serata non l’è stato particolarmente d’aiuto… goffa in un abito rosso tanto acclamato, ma di cattivo gusto fimato Margiela, con giacca troppo over per la sua fisicità e pantaloni esageratamente ampi al fondo (tanto da sembrare senza orlo), le proporzioni errate unite all’esagerata lunghezza delle unghie e a un trucco poco marcato la bocciano… Promossa nei look successivi.

NOEMI: Voce graffiante e a tratti sexy. Splendida la prima serata fasciata in un abito dal sapore vintage firmato Dolce e Gabbana collection 2007 indossato in passerella dalla Top Model Gisele Bundchen. La luce conferita dalle applicazioni sartoriali e artigianali degli Swarovky uniti al taglio semplice e senza tempo dell’abito hanno reso giustizia al suo corpo e al suo carattere.

MATILDA DE ANGELIS: “Ce l’ho fatta” sospira Matilda al suo ingresso sul palco dell’Ariston. Simpatica e dinamica peccato per il primo look goffo e anti estetico firmato Prada. Fiocchi, decorazioni e una gonna dal sapore aristocratico che insieme non funzionano.

FEDEZ: Amatissimo dai giovani e dalla maison Versace che gli conferisce eleganza e colore per un’anima tatuata e a tratti introversa. Promosso a pieni voti.

AMADEUS: Lui è il vincitore di questa edizione del festival. Premiato per talento, simpatia e carisma. Meravigliosi i suoi abiti firmati Gai Mattiolo, il giusto accostamento fra glamour, rock ed eleganza.

FIORELLO: Grande talento, ma ancora resta il mistero sulla taglia e ampiezza dei suoi pantaloni…

ELODIE: Quando la bellezza incontra il talento… Vestito rosso e spacco vertiginoso griffato Atelier Versace per la ragazza dalle gambe da sogno, come sempre la grande capacità della maison Versace di omaggiare il corpo della donna non ha eguali. Semplicità, colore e sensualità dosata. Promossa a pieni voti.

ACHILLE LAURO: Teatrale e immaginario, ma molto lontano dal gusto e dall’eleganza tipica dell’Ariston, un mix fra Bowie e Manson mal riuscito. Bocciato a pieni voti.