Amazon Studios replica alle accuse di Woody Allen

È passato qualche mese da quando Woody Allen ha fatto causa ad Amazon Studios per non aver distribuito il suo A Rainy Day in New York, ma soltanto ora il colosso tecnologico ha replicato alle sue accuse.

Amazon Studios Logo- foto tubefilter.com

Woody Allen ha chiesto un risarcimento da 68 milioni di dollari al gigante di Jeff Bezos per aver violato il contratto senza una valida motivazione e non aver distribuito A Rainy Day in New York.

Gli avvocati del regista e sceneggiatore hanno puntato il dito contro la società di produzione perché rea, secondo loro, di aver sfruttato a loro favore le presunte accuse di molestie sessuali risalente a venticinque anni fa.

Soltanto ora lo studio ha risposto sostenendo che sono state proprio le dichiarazioni di Allen in risposta alle accuse a rendere impossibile rispettare l’accordo.

“Allen ha fatto una serie di commenti pubblici che suggeriscono che non è riuscito a cogliere la gravità delle questioni o le implicazioni per la propria carriera”.

Durante la promozione di Wonder Wheel, il filmmaker si è schierato dalla parte di Harvey Weinstein, lamentando un “ambiente da caccia alle streghe, un’atmosfera di Salem, dove ogni ragazzo che strizza l’occhio a una donna improvvisamente deve chiamare un avvocato per difendersi”.

E ancora, i suoi commenti contro Dylan Farrow che, a suo dire, ha sfruttato il movimento #MeToo: “Questo non lo rende più vero oggi di quanto lo fosse in passato. Non ho mai molestato mia figlia, come hanno dimostrato le indagini che si sono concluse 25 anni dopo. […] Dovrei essere il testimonial del movimento #MeToo… Ho lavorato con centinaia di attrici e nessuna di loro, a prescindere che fossero famose o all’esordio, ha mai sostenuto fosse accaduto qualcosa di inappropriato”.

La difesa di Amazon sostiene che il colosso non ha potuto far altro che cancellare l’accordo a causa della pubblicità negativa che avrebbe minato ogni strategia di promozione e la distribuzione della pellicola.

Myriam