Rimini, la donna del tentato stupro: “Mi voleva violentare, sto ancora tremando”

Rimini, la donna 40enne del tentato stupro ha precisato di non essere stata stuprata perché è stata salvata in tempo dai carabinieri. L’aggressore ha dichiarato agli inquirenti che eri consenziente: “Nooo, questo assolutamente no, ma per favore…”. Il giudice per le indagini preliminari di Rimini ha scritto nel provvedimento di convalida dell’arresto contro il 34enne marocchino che ha tentato lo stupro nella notte fra mercoledì e giovedì, vicino al delfinario, zona di sabbie buie e isolate. A carico dell’aggressore, recidivo e indagato anche per estorsione e lesioni, pende anche l’aggravante di aver abusato di una donna in condizioni di inferiorità psichica.

“Ero con il mio ragazzo in discoteca – ha raccontato la 40enne al Corsera -, vicino al mare, abbiamo ballato e bevuto alcune birre. Siamo stati avvicinati da un giovane di colore che mi chiedeva di seguirlo fuori del locale. Non l’avevo mai visto prima, mi ha preso per le braccia e mi ha trascinato verso la spiaggia”. Il fidanzato ha cercato subito aiuto. “Mentre mi divincolavo – ha continuato -, lui mi prendeva il cellulare e mi diceva testualmente “se lo rivuoi devi s… con me” e si allontanava verso una zona oscura. Io lo raggiungevo e quando gli sono stata vicino mi ha buttato sulla sabbia sfilandomi i pantaloncini di jeans e mi ha toccato le parti intime. Si era denudato, era aggressivo, era fuori di testa e mi voleva violentare… Sto ancora tremando”.

La 40enne ha poi sottolineato: “Sentivo venir meno tutte le forze, ho temuto per la mia vita. Mi stava sopra, se non fossero arrivati mi avrebbe violentata”. Poi ha chiesto di essere accompagnata al Pronto soccorso, con l’angoscia dentro: “Mi vergogno per quel che mi ha fatto questo ragazzo. Ho vissuto un film del terrore”.

Intanto la Procura dopo aver diffuso la foto degli autori dello stupro di gruppo avvenuto a Miramare, frazione di Rimini, nei pressi del bagno 130 ai danni della turista polacca e della transessuale peruviana i primi due stupratori si sono presentati alla caserma dei carabinieri di Montecchio, in provincia di Pesaro, per confessare: “Siamo stati noi”. Sono due fratelli minorenni di origini marocchine, già noti nella zona come baby spacciatori e per una serie di piccoli furti.  Sono stati loro a confermare i nomi degli altri due appartenenti al gruppo. Il terzo, un congolese di 17 anni, è stato arrestato dallo Sco dei carabinieri qualche ora dopo. Domenica mattina è stato arrestato il più pericoloso del gruppo, un 20enne congolese.