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Gli anziani di oggi dormono meno e male: ecco alcuni rimedi

Gli anziani di oggi dormono meno e male. Il fenomeno è emerso durante l’ultimo congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, tenutosi a Napoli. Gli uomini soffrono di insonnia per aver mangiato più del dovuto e si svegliano durante la notte perché devono andare in bagno. Le donne invece si avviano al riposo con qualche acciacco di troppo e hanno perlopiù sonni agitati da pensieri, ansie e preoccupazioni.

Due anziani – Foto: Pixabay.com

La qualità del sonno degli anziani è diventata scarsa. «Dopo i 65 anni, la quantità di sonno necessaria a stare bene si riduce sensibilmente e fisiologicamente – ha affermato Raffaele Antonelli Incalzi, responsabile dell’unità operativa complessa di gerontologia del Campus Biomedico di Roma -. Se da adulti non bisogna scendere sotto le sei ore a notte e in media se ne devono dormire da sette a nove per stare bene, in un anziano si può scendere a cinque ore senza ripercussioni. Con l’andare degli anni, poi, la sincronizzazione dell’orologio biologico con il ciclo luce-buio si indebolisce e capita più spesso di appisolarsi anche di giorno: il numero totale di ore di sonno perciò di fatto non cambia molto, ma la percezione è un declino del benessere perché restare svegli a lungo di notte è spiacevole e il sonno notturno è più riposante».

Quali sono i rimedi? «Per tornare a dormire bene occorre prendere piccole precauzioni e sfatare alcune leggende metropolitane – ha osservato Nicola Ferrara, ordinario di medicina interna e geriatria all’Università Federico II di Napoli e presidente della Sigg – Innanzitutto, può essere necessario rivedere le terapie in corso. Molti farmaci assunti durante la terza età possono compromettere il sonno: è il caso di beta-bloccanti e dei diuretici. Poi ce ne sono altri che possono indurre sonnolenza: come gli antidepressivi e i farmaci che assumono i parkinsoniani».

E poi? «Mangiare i carboidrati alla sera facilita il sonno, così come fare una buona attività fisica per almeno 30-40 minuti a giorni alterni: scegliendo discipline dolci, come per esempio il tai-chi, che si sono dimostrate utili per mantenere un buon ritmo del sonno – ha aggiunto Ferrara – L’importante è non trascurare mai un disturbo del sonno, perché può essere la spia o la prima manifestazione di altre malattie».