Omicidio Melania Rea, ultime notizie : Alla ricerca del complice

Le ultime notizie sull'omiidio di Melania Rea: proseguono le indagini sul presunto complice

Sull’omicidio di Melania Rea, le ultime notizie si concentrano sulle indagini dei pm, alla ricerca del complice e sul passaggio di consegne degli atti dalla procura di Ascoli a quella di Teramo.

Tutti gli sforzi degli inquirenti si stanno concentrando nella direzione di individuare ogni possibile traccia che possa condurre al presunto complice, che avrebbe aiutato Salvatore Parolisi ad uccidere la moglie. Carlo Calvaresi dichiara che si tratta di un’ipotesi molto concreta, che ha un suo fondamento nella realtà.

Non si sa bene quale sia stato il ruolo del complice, se quello di aver aiutato il marito di Melania Rea durante le fasi dell’omicidio, oppure di aver partecipato solo nella fase del vilipendio del cadavere, recandosi nel boschetto di Ripe di Civitella, il giorno dopo la morte della donna, per fare la svastica sulla coscia e conficcarle la siringa nel petto.

Le ultime notizie sull’omicidio di Melania Rea riguardano un nuovo elemento che si andrebbe ad aggiungere ad un puzzle già molto complicato: quello di un cellulare di un militare agganciato dalla cella di Ripe di Civitella, il 20 aprile scorso.

Ma anche questo tassello, come tutti gli altri, deve essere verificato e contestualizzato, prima di ritenerlo utile per le indagini. Nella zona a pochi chilometri c’è infatti un poligono di tiro, che rende molto probabile la presenza di militari nella zona.

D’altra parte non ci sono ancora elementi concreti per parlare della presenza di un complice che avrebbe aiutato Salvatore Parolisi a compiere l’omicidio.

Gli inquirenti sono profondamente convinti che l’uomo debba essersi avvalso di un aiuto, altrimenti avrebbe dovuto calcolare troppe cose.

Anche questi elementi fanno pesare l’ago della bilancia verso la premeditazione dell’omicidio. Parolisi avrebbe messo a punto un progetto perfetto, ma ha dovuto fare i conti con alcuni inconvenienti, come la presenza di 9 militari, quel 18 aprile, sul posto.

Intanto Teramo sta lavorando sulla nuova ordinanza di arresto dell’uomo.

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