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Pier Paolo Catacchio si racconta a IGOSSIP.it: intervista al vincitore del concorso Il gay più bello d’Italia 2021

Pier Paolo Catacchio si racconta ai microfoni del nostro sito IGOSSIP.it. Il vincitore del concorso nazionale di bellezza omosessualeIl gay più bello d’Italia 2021“, fino a qualche anno fa Mister Gay Italia, risponde ad alcune domande sulla sua vita privata e su alcuni temi di estrema attualità in questa intervista. Il giovane e bello torinese affronta infatti argomenti anche abbastanza delicati, come l’eutanasia legale e la legalizzazione delle droghe leggere, con grande stile e intelligenza. Ora conosciamo meglio Pier Paolo Catacchio. Buona lettura!

Pier Paolo Catacchio senza maglia – Foto: IGOSSIP.it

Ciao Pier Paolo, complimenti per il tuo trionfo al concorso nazionale Il Gay Più Bello d’Italia 2021. Vogliamo conoscerti meglio. Quando e dove sei nato? Quanto pesi? Quanto sei alto? Hai alcuni tattoo?

Ciao amici di IGOSSIP.it! Grazie mille, è stato un risultato molto importante per me oltre che un momento davvero emozionante che mi porterò dietro per sempre. Che dire su di me? Sono nato a Torino nell’ormai lontano 1991 sotto il segno dello scorpione. Festeggio infatti il compleanno il 29 di ottobre. Sono alto 1 metro e 86 e peso 87 kg. Al momento non ho tatuaggi anche se l’idea di farne uno, anche piccolino, mi stuzzica da tempo. Sto solo cercando di trovare il soggetto giusto, perché vorrei fosse un qualcosa con un significato emotivo per me.

Quali sono i tuoi punti deboli e quelli di forza?

Dovessi elencare tutti i miei punti deboli, credo servirebbero un paio di ore per finire di leggere questa intervista! Scherzi a parte, sono una persona estremamente autocritica e questo mi ha portato più volte ad essere molto insicuro e timido. Ho dovuto lavorarci parecchio, ma non vi nascondo che in determinate situazioni fatico ancora a non arrossire. Un altro punto debole è certamente la mia ingenuità paragonabile a quella di un bambino di 4 anni! L’altro lato della medaglia di Pier Paolo è invece caratterizzato da una forte intraprendenza che mi porta a farmi in quattro ogni qual volta mi prefiggo un obiettivo, sia esso anche piccolo. Credo però che la mia qualità più grande sia la forte emotività ed empatia che ho nei confronti del prossimo. Mi riesce infatti molto semplice relazionarmi con ogni tipo di persona e questo è stato anche un ottimo vantaggio, sotto il profilo lavorativo, visto che da anni opero in un settore prettamente commerciale come l’immobiliare.

Che cosa proprio non sopporti del mondo attuale?

L’ipocrisia e il perbenismo sono condizioni che difficilmente digerisco. Noto che, sempre più spesso, complici anche i social che sono uno scudo per i famosi leoni da tastiera, molte persone si presentano come paladine di ideali che poi nella vita reale non solo non seguono ma che anzi vanno in netta contrapposizione con le loro azioni quotidiane. Un altro aspetto del mondo attuale che faccio veramente fatica a sopportare riguarda la mania, sempre più diffusa, di lamentarsi, sempre e comunque di tutto senza però cercare di far qualcosa per migliorare o cambiare le condizioni che ci rendono infelici o insoddisfatti. Un mio superiore al lavoro un tempo mi disse “le persone che portano alla tua attenzione sempre e solo problemi o lamentele sono quelle che saranno destinate a perdere nella vita, quelle che tentano di portare soluzioni invece saranno destinate a vincere”. Non potrei esprimere meglio il mio pensiero a riguardo.

BIOGRAFIA E LAVORO DI PIER PAOLO CATACCHIO, VINCITORE DEL CONCORSO IL GAY PIU’ BELLO D’ITALIA 2021

Qual è il tuo grande sogno nel cassetto?

Essendo sia io che mio marito due appassionati giramondo, sicuramente uno dei miei/nostri sogni più grandi è quello di poter viaggiare e conoscere quanti più posti possibili. Un sogno che in parte ho già realizzato essendo cresciuto in una famiglia che durante l’adolescenza di viaggi me ne ha regalati parecchi. Per un certo periodo ho anche lavorato come animatore nei villaggi turistici proprio per assecondare questa mia fame di esplorazione ma purtroppo, o per fortuna, il mondo è veramente troppo grande e i posti da conoscere sono un’infinità che però spero di poter raggiungere col mio Nando.

Photoshoot by @pexphotoart – Foto: Facebook

Hai ambizioni nel mondo dello show business italiano? Ti piacerebbe partecipare a un reality show?

Ho sempre seguito la tv e ci sono trasmissioni che mi accompagnano sin da piccolo. Non nascondo che una parte di me, quella più sognatrice, ha più volte fantasticato riguardo all’entrare in quel mondo che agli occhi di un adolescente può sembrare il paese dei balocchi, ma la mia forte timidezza mi ha sempre riportato con i piedi per terra pensando di non esserne all’altezza. Oggi, dopo anni di lavoro sulla mia persona e viste le opportunità che questo titolo potrebbe offrirmi risponderei con un “perché no?”.

Quando e com’è nata la tua love story con Fernando?

La mia relazione con Fernando credo sia la più grande dimostrazione di quanto il destino ci conduca dove vuole lui. Ci siamo conosciuti nel 2016 a seguito di una serie di coincidenze ed eventi che ancora oggi mi lasciano sbalordito tanto siano stati casuali. Senza entrare nei particolari io stavo uscendo da una relazione passata e lui era di passaggio a Torino. Galeotta è stata una chat di incontri dove entrambi eravamo online nello stesso momento e che ci ha fatti incontrare. Nessuno dei due stava cercando una relazione, ma ci siamo piaciuti fin da subito e il tempo ha fatto il resto. Riparlando insieme poi della sera in cui ci siamo conosciuti ci siamo confidati che nessuno dei due aveva voglia la minima intenzione di uscire o di incontrare qualcuno ma un qualcosa ha convinto entrambi a fare lo sforzo. Quel qualcosa credo sia stato il destino.

Sei favorevole o contrario all’eutanasia legale?

Questo è un argomento molto spinoso, anche perché riguarda un valore assoluto come la vita umana, che gli struggenti casi di Welby e dj Fabo hanno posto all’attenzione degli italiani. Aggiungo io, giustamente, visto che le persone non vanno lasciate sole in questi drammi e non serve a nulla girare la testa dall’altra parte se il problema non ti tocca in prima persona. Non sono un medico e neppure un filosofo che vuole dibattere sulla morale umana, però è giusto che anche io abbia un’opinione su questo argomento. Io penso che sia ingiusto che un malato irreversibile e non autosufficiente debba essere sottoposto a sofferenze atroci in nome spesso di un accanimento terapeutico o teologico, che alla fine porta all’isolamento sociale delle persone che finiscono per affidarsi a soluzioni clandestine. Questo mi porta ad auspicare un sollecito intervento legislativo sull’argomento.

E alla legalizzazione delle droghe leggere?

Analogo discorso per le droghe leggere. Io ritengo sia giusto che anche in questo caso lo Stato si prenda la responsabilità di legiferare in modo più preciso e meno ambiguo sull’utilizzo delle droghe leggere e non solo a scopo terapeutico. Come in ogni circostanza ci sono pro e contro ma è innegabile che renderle illegali faccia proliferare il mercato della malavita, decisamente poco redditizio per lo Stato e infinitamente meno controllabile sotto il punto di vista della qualità e nocività del prodotto che viene commercializzato.

Cosa pensi del Governo Draghi?

Premetto che stimo molto un personaggio come Mario Draghi, considerato a ragione uno degli economisti più stimati al mondo, che certamente ha fatto bene durante la sua direzione in BCE, giovando molto anche al suo Paese. Valuto anche molto positivamente la circostanza che attorno a lui si sia cementata una larga maggioranza per affrontare la crisi economica e sanitaria, ed è ovviamente positivo anche il mio giudizio sul fatto che questo Governo, pur con tutti i limiti procedurali, stia affrontando il Disegno di Legge Zan, con l’augurio che ne venga a capo nel più breve tempo possibile senza lasciare che diventi un pretesto per farsi guerra tra partiti. Qui però mi fermo, perché giudicare la guida di Draghi dopo soli sei mesi di Governo, per di più durante una terribile pandemia mi sembra davvero difficile, con il rischio di dare giudizi affrettati e critiche infondate. D’altra parte la lotta alla pandemia non ha permesso al Governo Draghi, e probabilmente a nessun Governo del mondo di esprimere tutte le potenzialità e di affrontare tutte le altre problematiche del Paese come avrebbero meritato.

Scenderesti mai in politica?

Questa domanda mi fa sorridere, perché davvero non ci ho mai pensato. In Italia la figura del politico, soprattutto di recente, è vista come quella di un nullafacente o di un corrotto che fa solo i propri interessi. Io sono sempre stato convinto, però, che la politica sia una cosa seria, e che fare il politico sia un mestiere molto difficile e impossibile da improvvisare. Non basta essere onesti per governare un Paese come l’Italia ma serve anche studiare ed essere capaci. A me quindi, onestamente, mancherebbe tutto quel background necessario per poter affrontare tutte le problematiche che un politico deve per forza di cosa affrontare. Eppure non vi nascondo che sia un’ipotesi intrigante, ma solo laddove il mio contributo potesse essere d’aiuto alla comunità LGBT.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Come ho raccontato durante la finale di sabato a Torre del Lago, io e mio marito abbiamo in cantiere alcuni investimenti immobiliari che speriamo ci diano una tranquillità economica tale da poter realizzare due progetti che ci stanno molto a cuore. Il primo è la creazione di un’associazione per giovanissimi gay con bisogno di sportelli di ascolto o di supporto psicologico per affrontare momenti critici legati per esempio al coming out o a situazioni di bullismo. L’altro riguarda il paese di origine di mio marito, il Brasile, dove vorremmo creare un’organizzazione per combattere la fame dei bambini delle favelas di Rio.