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USA-Messico, scontro sul muro al confine. Ipotesi di tassa sui prodotti messicani

Donald Trump lo ribadisce: il muro-barriera tra Usa e Messico si farà. All’indomani del suo insediamento alla Casa Bianca in veste del 45 esimo presidente degli Stati Uniti d’America, il magnate ha firmato un decreto che sblocca i fondi necessari per la costruzione del muro anti-migranti.

Trump costruirà il muro anti-immigrazione al confine col Messico- fonte ilfoglio.it

La costruzione del muro è iniziata negli anni novanta durante l’amministrazione Clinton. Oggi la barriera si presenta come parti di intervalli di recinzioni discontinue, alcune delle quali militarizzate, e non ha fermato né l’immigrazione né il narcotraffico.

Secondo lo speaker della Camera Paul Ryan, il muro dovrebbe costare 6,5 milioni di dollari per miglio e altri 4,2 milioni per miglio per le strade e le ulteriori barriere, oltre alle opere di manutenzione necessaria e la macchina di ‘sicurezza’. Trump avrebbe così pensato di coprire i costi con una tassa del 20% sulle importazioni dal Messico, una misura straordinaria ancora al vaglio dell’amministrazione della Casa Bianca.

Intanto, il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, ha annullato l’incontro fissato per martedì prossimo a Washington in cui si sarebbe discusso dei trattati commerciali delle due Nazioni. “L’ho detto e ripetuto: il Messico non pagherà per il Muro”. Pena Nieto ha così ribadito in un discorso televisivo quanto già detto durante le presidenziali USA: “Condanno e mi rammarico per la decisione del governo statunitense di continuare con la costruzione di un confine che per anni ci ha diviso più di quanto ci abbia unito. Il Messico dà e chiede il rispetto dovuto come nazione sovrana”.

La ‘questione muro’ sta inasprendo i rapporti tra Stati Uniti e Messico e gli animi del mondo, proprio a ridosso del Giorno della Memoria. Il New York Times ha pubblicato un articolo in cui tre professori della University of Chicago Law School, Daniel Hemel, Jonathan Masur e Eric Posner, spiegano l’inutilità del muro: “A prescindere da quanto sarà alto, non impedirà ai trafficanti di scavare dei tunnel sotterranei, come avviene già per le recinzioni esistenti. In più, il muro non fermerà la maggior parte dei migranti irregolari, che oggi entrano negli Stati Uniti con un permesso che poi lasciano semplicemente scadere. Al contrario, uno studio ha dimostrato che barriere di questo tipo tendono a tenere i migranti irregolari all’interno di un certo territorio, più che impedirne l’arrivo”.

La costruzione del muro si colloca in un progetto ben più ampio di lotta all’immigrazione. Trump avrebbe intenzione di bloccare il flusso di rifugiati e musulmani provenienti da Paesi a maggioranza islamica come Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Il progetto ‘Protezione della nazione da attentati da parte di stranieri, secondo la stampa americana, includerebbe anche l’interruzione completa per qualche mese del programma USA di ammissione di rifugiati in fuga da guerre.