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Amy Winehouse morta, ma l’autopsia non aiuta

Pochi giorni fa, nella sua casa personale, Amy Winehouse, cantante sui generis sia per le qualità vocali che per il modo etico di condurre la propria vita, è stata trovata mora. Oggi ci sono stati i funerali e nella giornata di ieri è stata effettuata l’autopsia sul corpo della cantante, ma nulla è stato scoperto: la cantante è stata trovata, ricordiamo, nel suo appartamento a Camden Square, a nord di Londra, morta per cause ancora non note. Qualcuno ipotizza ci fosse una causa plausibile di intossicazione da droga o alcolici, quindi si attendono ora gli esami tossicologici che saranno pronti, però, al massimo tra quattro settimane. Un altro mese ancora di misteri e speculazioni. Intanto Scotland Yard ha aperto un’inchiesta in merito alla sua morte.

Secondo le ultime fonti, però, le autorità competenti non hanno trovato all’interno dell’appartamento sostanze che possano far pensare ad un’intossicazione: nessuna droga, o medicinali o anche siringhe. Nulla che faccia pensare ad un’overdose di qualche sostanza nociva. In questo momento, poi, moltissimi sono i fan, giunti da tutta l’Inghilterra e qualcuno anche da fuori il Regno Unito, che continuano a portare candele, fiori, foto e anche delle lattine di birra, per ricordare quella che era Amy in vita, lasciando tutto dinanzi all’appartamento a Camden Square. La cantante è riuscita, nonostante i suoi modi un po’ particolari di fare, ad ottenere un forte affetto da molti appassionati della musica e la sua morte, ad appena 27 anni, ha scosso molte persone.

Oggi intanto, come dicevamo poc’anzi, si sono svolti i funerali di Amy Winehouse: tenutisi nella sua abitazione si sono svolti col rito ebraico, richiesto esplicitamente dai genitori. La salma è arrivata poi all’Edgewarebury Cemetery a 28 chilometri da Londra. La cerimonia è stata intima, senza giornalisti o telecamere di ogni sorta. Per finire il suo corpo verrà cremato per esplicita volontà della famiglia.