Bambini e uomini cristiani sgozzati dai musulmani in Africa: il disperato appello di Papa Francesco

Bambini e uomini cristiani sono stati sgozzati dai miliziani musulmani Seleka (estremisti islamici addestrati in Ciad che dal 2013 combattono nel Centrafrica) in un villaggio del Centrafrica, a Gambo, per vendicarsi di un’incursione di combattenti non musulmani nel loro territorio, conteso tra estremisti di diverse fazioni. Tra le 50 vittime anche sei volontari della Croce Rossa. La terribile e atroce notizia è stata diffusa dal vescovo comboniano di Bangassou, nella Repubblica Centroafricana: “La missione di Gambo è stata saccheggiata! Ci sono stati 50 morti sgozzati inclusi bambini! Abbiamo bisogno delle vostre preghiere!”. Il Papa ha lanciato un disperato e accorato appello.

Papa Francesco – Foto: Facebook

Monsignor Juan Josè Aguirre ha dichiarato che questa immane strage ha profondamente addolorato papa Francesco, che ha ricordato l’episodio nella sua Udienza del mercoledì rivolgendo il suo appello affinché questi crimini finiscano. La parrocchia è stata saccheggiata e monsignor Aguirre è sempre più sotto un fuoco incrociato, tra i radicali musulmani che lo attaccano perché è cristiano e i gruppi di autodifesa che lo accusano di difendere i musulmani.

Il pontefice e sovrano dello Stato della Città del Vaticano ha lanciato un appello a conclusione dell’udienza generale in aula Paolo VI: “Sono rimasto profondamente addolorato dalla strage avvenuta domenica scorsa in Nigeria, all’interno di una chiesa, dove sono state uccise persone innocenti. Purtroppo stamattina sono giunte notizie – ha spiegato l’ottavo sovrano dello Stato della Città del Vaticano – di violenze omicide contro le comunità cristiane in Repubblica Centrafricana“. L’amatissimo e popolare Papa Bergoglio ha poi sottolineato: “Auspico che cessi ogni forma di odio e di violenza e non si ripetano più crimini così vergognosi, perpetrati in luoghi di culto, dove i fedeli si radunano per pregare. Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle in Nigeria e in Repubblica Centrafricana – ha concluso il 266º papa della Chiesa Cattolica e vescovo di Roma – e preghiamo per loro tutti insieme”.