Elisa Simoni lascia il PD: anche la cugina di Matteo Renzi abbandona il partito

Elisa Simoni ha lasciato il Partito Democratico per confluire nel Movimento Democratico e Progressista (MDP) di Pierluigi Bersani. La cugina di Matteo Renzi ha abbandonato il partito, che è sempre più giù nei sondaggi e sta subendo tante defezioni negli ultimi mesi. L’addio della cugina è un altro brutto colpo per il “rottamatore” che sta facendo precipitare il PD. L’ex premier Enrico Letta ha dichiarato che ormai Matteo Renzi rappresenta un caso psicoanalitico. Ora anche i parenti lo rottamano!

Elisa Simoni – Foto: Facebook

In un’intervista rilasciata all’Huffington Post la parlamentare toscana ha spiegato le ragioni della sua sofferta decisione. “Il PD è diventato ormai un’altra cosa – ha raccontato Elisa Simoni – Più simile a Forza Italia del ’94 che al PD del Lingotto. Nelle politiche mi pare evidente, e non da oggi, il tentativo di inseguire il famoso voto moderato. È complicato spiegare ai nostri elettori che il PD non ha cambiato natura mentre il segretario usa le ricette peggiori della destra declinate attraverso il vocabolario del populismo M5S“.

La cugina di Renzi ha poi asserito all’Huffington Post: “Mi fa male dirlo. E come vede non nascondo le emozioni di un momento complicato. Emotivamente complicato e intenso. Ma nel Pd è finita sia l’agibilità politica sia la funzione politica di chi dissente il giorno. All’ultima direzione lo ha detto Renzi: io vado avanti come un treno, chi non è d’accordo se ne vada. Ne traggo le conseguenze. Pensi a che punto siamo, essendo io considerata una mediatrice”. Per poi aggiungere: “Una zarina che da anni ha svolto la funzione politica di mediazione tra Renzi e la sinistra. Quella agibilità politica è finita. Veda, un mediatore, sebbene di minoranza, è figura organica perché lavora per il bene del partito e del segretario favorendo, per quanto possibile, l’unità. Ma quando il segretario ha l’obiettivo dichiarato e scoperto di far uscire chi dissente, l’unità è impossibile”.

Parlando del libro Avanti di Matteo Renzi, la cugina ha sottolineato: “L’unico capitolo che doveva scrivere non l’ha scritto. Quello sul vuoto a sinistra fatto di milioni di elettori persi, in questo susseguirsi di sconfitte, tra amministrative e referendum. E del suo fallimento complessivo. All’epoca in cui diventò segretario, Berlusconi e il centrodestra erano spariti dalla scena e Grillo governava solo Parma. Ora Grillo governa importanti città italiane, Salvini gioca a vincere e Berlusconi viene riabilitato come argine democratico al populismo di destra. Sono addolorata, furiosa. Vogliamo negare la realtà e continuare a cantare: Menomale che Renzi c’è?”.