Fca e Psa unite in una nuova società: Elkann presidente e Tavares amministratore delegato, le critiche dei sindacati

Fca e Psa si sono unite in una nuova società con Elkann presidente e Tavares amministratore delegato. Non mancano le critiche dei sindacati dei lavoratori. Il quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute rappresenta quattordici marchi diversi ( Fiat, Chrysler, Alfa Romeo, Abarth, Lancia, Maserati, Jeep, Srt, Dodge e Ram Trucks da un lato e dall’altro Peugeot, Citroen, Ds, Opel e Vauxhall) e avrebbe una capitalizzazione in borsa intorno ai 45 miliardi euro e un fatturato stimato in 184 miliardi di euro. La fusione piace molto ai mercati, molto meno ai sindacati francesi dei lavoratori.

Lo Stato francese, che detiene circa il 12% di Psa attraverso BpiFrance, sarà particolarmente vigile, come ha spiegato il ministero dell’Economia. Il nuovo gruppo automobilistico dovrà confermare gli impegni già esistenti sulla creazione di una filiera industriale europea delle batterie.

“C’è attenzione, del ministro Patuanelli e di tutto il governo, rispettoso di una trattativa di mercato ma anche consapevole che stiamo parlando di un’industria importantissima per il Paese”, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

“Stiamo osservando quello che accade.. è una operazione di mercato, credo sia corretto non rilasciare dichiarazioni”, ha aggiuto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

I sindacati francesi dei lavoratori sono poco ottimisti. Jean-Pierre Mercier, rappresentante del sindacato francese Cgt nel gruppo Psa, ha dichiarato: “La fusione sarebbe nell’interesse degli azionisti. Noi non smetteremo di combattere per i nostri interessi, tutti devono esserne consapevoli. L’operazione può mettere a rischio i posti di lavoro, gli stipendi, i diritti collettivi dei dipendenti in Francia e in Italia”.

I sindacati italiani sono più ottimisti. “Siamo davanti a una operazione che se va in porto è davvero imponente, davvero importante, per l’azienda e per il Paese. Speriamo si riesca a concludere positivamente”, ha osservato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Per il numero uno Fim, Marco Bentivogli, “ci possono essere sovrapposizioni, ma un buon piano industriale di integrazione può superarle garantendo occupazione stabile in Italia”.

“Le priorità sono rilanciare sviluppo e produzione in Italia e tutelare l’occupazione”, ha ribadito Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive.

Redazione-iGossip