Foggia, morta la 15enne Nicolina Pacini colpita al volto dall’ex compagno della madre

Foggia, è morta stamattina poco prima delle ore 7 la 15enne di Ischitella Nicolina Pacini che ieri mattina era stata ferita gravemente da un colpo di pistola sparatole al volto dall’ex compagno della madre, Antonio Di Paola. La ragazzina era ricoverata nella terapia intensiva del reparto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia dove i medici, anche in nottata, hanno tentato il tutto per tutto strappandola alla morte più volte. L’ultima crisi cardiaca poco prima delle 7 è stata fatale per il debole cuore di Nicolina.

Antonio Di Paola, Donatella Rago e a sinistra la quindicenne Nicolina Pacini – Foto: Facebook

Le sue condizioni erano apparse immediatamente disperate. Il proiettile era entrato nell’orbita oculare sinistra fermandosi nella testa e i medici avevano detto che era impossibile sottoporla ad un intervento chirurgico.

L’agguato

Ieri, intorno alle 7.30, Nicolina stava scendendo le scale di via Zuppetta, a Ischitella, per raggiungere la fermata dell’autobus che l’avrebbe condotta a scuola, a Vico del Gargano, quando era stata avvicinata da Antonio Di Paola, che probabilmente le aveva chiesto notizie della mamma, Donatella Rago, di 37 anni, fino ad un mese fa era la sua compagna.

Al rifiuto della ragazzina, l’uomo avrebbe sparato colpendola al viso. Donatella Rago è stata raggiunta dalla notizia mentre si trovava in una località della Toscana dove lavora e dove, pare, avesse cominciato una nuova relazione. Antonio Di Paola non si dava pace e voleva in tutti i modi ritornare insieme alla donna che di recente lo aveva denunciato due volte per minacce, l’ultima un paio di settimane fa. Nicolina Pacini, a causa delle condizioni di disagio famigliare, viveva a casa dei nonni ai quali era stata affidata dai servizi sociali insieme al fratello.

Di Paola, dopo l’agguato, si era rifugiato nei campi che circondano Ischitella. E’ lì che i carabinieri hanno trovato il suo corpo: si è suicidato con la stessa calibro 22 utilizzata per ferire a morte la ragazzina.

La madre di Nicolina accusa i servizi sociali

Ieri la madre di Nicolina aveva accusato sia i nonni sia i servizi sociali del comune della provincia di Foggia mediante un durissimo post condiviso su Facebook. «I miei figli erano in affidamento ai miei (genitori, ndr) ed io ho avvertito che sarebbe successo qualcosa – aveva scritto Donatella -, nessuno mi ha dato retta. Io non c’ero, ma i miei che li avevano in affido dov’erano? Non doveva prendere il pullman visto che c’erano delle denunce in corso, ma dovevano accompagnarla loro a scuola. E l’assistente sociale del Comune di Ischitella – aveva accusato la mamma di Nicolina – che mi aveva assicurato che dai miei stavano benissimo? Complimenti! L’avevo supplicata di portarli in un altro posto perché sapevo che sarebbe successo tutto questo. Non mi ha ascoltato, anzi ha detto: “Stanno bene dove stanno”. Ora mia figlia è in coma farmacologico. Mio Dio ti prego aiuta la mia unica stella, era l’unica figlia femmina che ho. Ti prego, ti prego, ti prego. Mio Dio! Ascolta la mia preghiera. Sono disperata, lei non c’entrava nulla».

R.i.p. Nicolina.