Hotel Rigopiano, sale a 12 il numero delle vittime

Il bilancio delle vittime dell’hotel Rigopiano continua tragicamente a salire. I soccorritori stanno scavando senza sosta tra le macerie per scoprire nuove sacche d’aria e trovare altri superstiti. “Quando cerchiamo dispersi, come in questo caso, ogni metro in più che facciamo senza trovarlo, ogni giorno che passa equivale a un po’ di speranza in meno” ammette un dirigente dei Vigili del fuoco che però con i suoi colleghi continua a scavare tra le macerie.

Disastro hotel Rigopiano- fonte tgcom24.mediaset.it

Purtroppo nelle ultime ore sono stati recuperati altri quattro corpi, sono così 12 le persone che hanno perso la vita nella valanga del 18 gennaio scorso che ha travolto la struttura sul Gran Sasso, sei quelle identificate. Il numero dei dispersi scende a 17.

Ora la speranza sopravvive dietro un ultimo muro. Si sta cercando di abbattere il muro portante dal quale si accede al bar della struttura per capire se esistono sacche d’aria vitali. Il ‘muro della speranza’ è quello che separa la cucina dal bar, un muro portante di 80 cm che si sta cercando di abbattere. Lo ripetono gli esperti e lo dicono i soccorritori, che per questo stanno facendo di tutto per accelerare le operazioni di ricerca nonostante continui a nevicare e la nebbia impedisca agli elicotteri di volare.

Il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico ha spiegato che nel corso della giornata di ieri si è riusciti a liberare l’ultimo pezzo di strada fino all’hotel per operare con i mezzi pesanti e riuscire a rimuovere gli strati di neve sopra la struttura.

E intanto la bufera di polemiche non si placa. Quintino Marcello, un ristoratore di Silvi Marina e datore di lavoro di Giampiero Pareti, aveva lanciato l’allarme ai numeri d’emergenza.

Giampiero si trovava nell’hotel con la sua famiglia e aveva avvertito l’amico via Whatsapp dell’imminente pericolo dopo aver assistito impotente al crollo. “Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù”. La funzionaria di alto livello della prefettura che ha risposto ha ignorato gli appelli dell’uomo, pensando si trattasse di una bufala “Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l’hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che rimarremmo qua? Non so se si rende conto della situazione… Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei… Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci”.

La verifica è vera ma il direttore dell’hotel era stato contattato molto tempo prima e non era sul posto ma a Pescara dove stava chiedendo aiuto per liberare la strada dal neve e riportare  a valle gli ospiti della struttura.

In una conferenza stampa a Pescara, il procuratore Cristina Tedeschini, titolare dell’ inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo, insieme al pm Andrea Papalia. L’indagine sul disastro che ha colpito l’hotel Rigopiano si focalizzerà anche su ‘il tema delle comunicazioni telefoniche, via whatsapp e scritte’ in entrata e in uscita dall’albergo. “Che ci siano state disfunzioni e ritardi nel recepire l’importanza di una comunicazione telefonica è un fatto ma che questa sottovalutazione abbia avuto una relazione causale nell’efficacia delle operazioni di soccorso non è così certo” ha sottolineato il procuratore.