Istat: aumentano i poveri, la disoccupazione giovanile vola oltre il 50% nel Meridione

Istat rapporto Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo: la disoccupazione giovanile vola oltre il 50% nel Meridione e lo squilibrio di genere nel nostro Paese a sfavore delle donne si conferma forte (52,5% contro il 72,3% degli uomini occupati), così come il divario territoriale tra Centro-nord e Mezzogiorno (rispettivamente 70,2% e 47,7%).

Pensionati – Foto: Pixabay.com

I giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano, ormai conosciuti con l’acronimo inglese di Neet, nel 2017 si fermano sotto la soglia dei 2,2 milioni.

La spesa pubblica in istruzione incide sul Pil per il 4,0% a livello nazionale, valore più basso di quello medio europeo (4,9%), tanto che l’Italia occupa il terzultimo posto insieme alla Bulgaria.

“Il lavoro sommerso continua a incidere in misura rilevante a livello nazionale, coinvolgendo nel 2015 il 13,5% degli occupati – ha rivelato l’Istat – Il fenomeno è presente in particolare nel Mezzogiorno, dove quasi un quinto degli occupati non regolare (19,3%, con un massimo del 23,2% in Calabria)”. L’Istat fa notare come tra il 2000 e il 2015 il peso dell’occupazione non regolare si sia ridotto “in tutte le ripartizioni tranne che nel Nord-est (che presenta comunque l’incidenza pi bassa, 9,7%). C’è poi da osservare come il lavoro sommerso sia caratterizzato da forti specificità settoriali: nell’agricoltura irregolare oltre un quinto degli occupati”.

Inoltre in Italia il 12,1% degli individui vive in condizioni di grave deprivazione, ovvero in forte disagio economico. I picchi si raggiungono in alcune regioni del Sud, come Sicilia (26,1%) e Campania (25,9%). Ecco che in termini percentuali il valore del Mezzogiorno (21,2%, pari a quasi 4,5 milioni di persone) è quasi il triplo di quello del Centro-Nord (7,3%, poco meno di 3 milioni).

Tra il 2015 e il 2016 la quota delle famiglie che vanno avanti sotto la soglia della povertà è rimasta “sostanzialmente stabile”, confermando inoltre “il forte svantaggio del Mezzogiorno”. Se però si guarda all’intensità del fenomeno, ovvero a ‘quanto poveri sono i poveri’, allora si riscontra un aumento: dal 18,7% del 2015 al 20,7% del 2016. E, cosa che può apparire come una sorpresa, l’intensità della povertà assoluta è più accentuata al Centro Nord (dal 18,0% al 20,8%) che nel Mezzogiorno (dal 19,9% al 20,5%).

Redazione-iGossip