La svolta della Chiesa Cattolica di Papa Francesco: veglie contro l’omo-transfobia in tutta Italia

La svolta storica della Chiesa Cattolica di Papa Francesco che ha aperto le porte delle parrocchie ai gay e ai transessuali in occasione della Giornata Mondiale per la lotta all’omo-transfobia. Sono tantissime le parrocchie che fino a fine maggio aderiranno a questa importante, significativa e lodevole iniziativa. Dopo aver invitato la Chiesa Cattolica a chiedere scusa ai gay lo scorso anno, sottolineando il fatto che i gay non vanno giudicati, ma amati, ora l’ottavo sovrano dello Stato della Città del Vaticano può essere davvero soddisfatto del successo delle veglie contro l’omofobia e contro la transfobia organizzate in tutto il Paese.

Papa Francesco – Foto: Facebook

In passato queste veglie erano state vietate oppure snobbate da cardinali e vescovi. Ora con Papa Francesco è tutta un’altra storia. Una storia basata su un salutare rinnovamento teologico della Chiesa che spalanca le porte dell’amore e dell’uguaglianza senza fare nessun tipo di discriminazione sessuale.

Don Franco Barbero, animatore delle comunità cristiane di base, ha dichiarato: “A Pinerolo abbiamo organizzato una veglia nella parrocchia di San Lazzaro insieme alla comunità di base, alla Chiesa valdese e alla Scala di Giacobbe: abbiamo deciso di uscire, di lasciare le mura parrocchiali e di vegliare in piazza, pubblicamente, davanti al monumento delle vittime di tutte le persecuzioni. Queste veglie sono il segno di una Chiesa che vuole cambiare pelle anche se, a onor del vero, esiste ancora una parte che resiste e all’interno della quale è diffusa l’indifferenza. C’è ancora chi non solo non partecipa alle sofferenze degli omosessuali ma un po’ le irride e ne prende le distanze. Il motivo per me è semplice – ha continuato – chi prende le distanze lo fa perché ha paura di sé. Se la Chiesa guarda al proprio interno, infatti, scopre di avere degli omosessuali nella scala gerarchica e di questa evidenza ha paura. In sostanza teme di riconoscere negli altri ciò che è anche in sé. Sono le nostre paure a renderci diffidenti verso gli altri. Mentre l’accoglienza deve essere sempre senza se e senza ma, in caso contrario non è accoglienza”.

Redazione-iGossip