Totò Riina va scarcerato: l’indignazione di Rita Dalla Chiesa e Salvatore Borsellino

Totò Riina va scarcerato perché è anziano e malato, e pertanto ha diritto a una morte dignitosa. Sulla base di queste indicazioni, il tribunale di sorveglianza di Bologna deciderà sulla richiesta di differimento della pena, istanza finora sempre respinta. Le indicazioni shock della Cassazione hanno sconvolto, rattristato e amareggiato l’Italia e il mondo intero… La giornalista e conduttrice tv Rita Dalla Chiesa ha commentato con sdegno questa decisione dei giudici della Cassazione su Facebook.

Le vittime delle mafie – Foto: Twitter

Rita ha esordito così: “5 giugno 2017. Festa dell’Arma dei Carabinieri. I Carabinieri che sono sempre stati la vita della mia famiglia. Che indossano gli amari sulla pelle. Che oggi piangevano per la medaglia d’oro data alla vedova di un loro collega ucciso per difenderci. Che hanno la foto di mio padre nei loro uffici, sul comodino, e che hanno chiamato Carlo Alberto i loro figli. Che hanno scelta una vita difficile, dura, piena di rischi e sacrifici, anche economici, per il legame indissolubile che hanno creato con la loro divisa e i loro cittadini. E con quello Stato che hanno giurato di servire, ma che spesso, invece, è uno Stato assente. Che non li difende. Stasera è una serata difficile”.

“Per me e per le tante famiglie – ha proseguito la giornalista -, come la mia, che hanno avuto un colpo al cuore per la sentenza di una Cassazione che giudico sconvolgente. E che mette in serio dubbio la mia fiducia nella giustizia. Mio padre, e i tanti che sono caduti per mano mafiosa – ha sottolineato Rita Dalla Chiesa -, massacrati dai proiettili nelle macchine o sui marciapiedi, non hanno avuto dignità nella morte. A cielo aperto, sotto gli occhi di tutti. Senza nemmeno un lenzuolo per coprire il loro ultimo dolore. Ma oggi, Festa dell’Arma dei Carabinieri, c’è chi chiede dignità per chi ha insanguinato l’Italia. Totò Riina. Dicono che sia malato, e che voglia tornare a casa. Mio padre e tutti gli altri che ha fatto ammazzare, a casa non ci sono potuti tornare. Perché è stato il signor Riina a dargli il colpo di grazia, quella maledetta sera del 3 settembre”.

Durissimo il commento di Salvatore Borsellino, fratello del giudice massacrato con cinque agenti di scorta nella strage di via D’Amelio.

“Riina, quando ha scatenato la sua furia contro Falcone e Paolo Borsellino, sapeva che, in caso di arresto, non sarebbe morto in carcere – ha dichiarato Salvatore Borsellino al Corriere della Sera – Rientrava nel patto di chi gli armò la mano, commissionandogli la seconda strage. Un pezzo della Trattativa. Lo Stato dopo 25 anni da quell’orrore si appresterebbe a pagare una cambiale contratta con un mafioso. La Cassazione dovrebbe ricordare di avere davanti uno che ha fatto a pezzi i servitori dello Stato e che ha ordinato di sciogliere nell’acido un bambino. Annullerò – ha annunciato – le commemorazioni per l’anniversario del 19 luglio. Che cosa commemoriamo?”.

Sul web monta la rabbia del popolo della Rete contro le indicazioni sconvolgenti, aberranti e vergognose della Cassazione!