Turchia di Erdogan, 120 giornalisti arrestati: è la più grande prigione al mondo

Turchia di Erdogan è la più grande prigione al mondo per giornalisti. L’ha denunciato il rapporto di Freedom House che ha collocato il Paese turco al 155° posto su 180 Paesi nell’indice World Press Freedom di Reporters Without Borders. Il Governo turco ha utilizzato, a partire dal fallito golpe della scorsa estate, la lotta al terrorismo come pretesto per una purga senza precedenti. Sono stati chiusi almeno 156 organi d’informazione e circa 2500 tra giornalisti e altri operatori dell’informazione hanno perso il posto di lavoro.

Erdogan – Foto: Facebook

Il dittatore turco Erdogan ha violato diversi principi e valori fondamentali di un Paese democratico. Amnesty International ha lanciato una campagna per chiedere il rilascio degli oltre 120 giornalisti e vignettisti finiti in carcere in Turchia.

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, ha dichiarato: “Un’ampia parte dei giornalisti indipendenti turchi è da mesi dietro le sbarre senza accusa né processo o rischia di essere giudicata sulla base delle vaghe norme anti-terrorismo. Oggi i nostri pensieri vanno a tutti i giornalisti in carcere, a quelli che subiscono minacce e rappresaglie – ha proseguito -, ma soprattutto a quelli della Turchia, dove la libertà d’espressione viene brutalmente imbavagliata. Chiediamo alle autorità di Ankara di rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i giornalisti che sono in carcere solo per aver fatto il loro lavoro”.

Sevgi Akarcesme, ex direttrice della versione inglese del quotidiano più diffuso in Turchia fino al commissariamento Zaman, ha asserito: “Il fatto che siamo influenzati dagli insegnamenti di Gulen, grande promotore del dialogo fra culture e religioni diverse, non vuol dire che siamo terroristi o che c’entriamo qualcosa col fallito golp. La Turchia si sta giocando il pluralismo, valore fondamentale per una democrazia sana”.

Redazione-iGossip