“Zoo pieno di terroni”, Vittorio Feltri denunciato da Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi

“Zoo pieno di terroni”, Vittorio Feltri è stato denunciato dai colleghi giornalisti Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia per un chiacchieratissimo e discusso editoriale di alcuni giorni fa, in un cui “in un articolo sul nuovo governo dal titolo ‘Peggio di così non poteva capitarci. Ci sarà da divertirsi”, all’ultimo capoverso si legge: “Lasciamo a Conte il suo zoo pieno di terroni e ostile al Nord che li mantiene tutti”.

Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi hanno scritto nell’esposto: “Si tratta di una frase evidentemente razzista dove i meridionali vengono appellati esplicitamente con l’aggettivo di ‘terroni’ e implicitamente come animali, visto il riferimento allo zoo. La discriminazione è rafforzata ancora di più nel rapporto con il Nord, superiore, che li ‘mantiene tutti’ con riferimento ai cittadini meridionali”.

Ruotolo e Borrometi hanno chiesto al Consiglio di Disciplina dell’Odg della Lombardia di aprire un procedimento alla luce del fatto “che al punto b dell’art. 2 del ‘Testo unico dei doveri del giornalista’ è specificato che il giornalista ‘rispetta i diritti fondamentali delle persone e osserva le norme di legge poste a loro salvaguardia” e che “le affermazioni di Feltri incitano evidentemente all’odio razziale dei settentrionali nei confronti dei meridionali”.

La replica di Feltri

Il chiacchierato giornalista Vittorio Feltri ha replicato: “Non capisco quale sia il problema, so che non hanno simpatia per me ma facciano quello che vogliono. Terrone è un termine che viene usato per sfottere, e io lo uso in questo senso; ha anche un significato denigratorio ma io non ho mai denigrato alcun meridionale, ormai nessuno più ce l’ha con i meridionali. Il vero problema è che il Sud continua a vivere in una situazione peggiore del Nord – ha proseguito – e credo che qualche responsabilità ce l’abbiano anche i politici. Non ho mai sentito, neanche da Conte, un programma per il rilancio del Sud”.

La controreplica di Borrometi

Borrometi ha poi scritto sulla sua pagina Facebook: “Come sapete, io e Sandro Ruotolo, giornalisti e figli della bellissima terra del Sud del nostro Paese, pensiamo che nell’era dell’odio e del rancore (stagione che speriamo rapidamente di lasciarci alle spalle) un giornalista sia libero di esprimersi come crede ma nel rispetto delle regole e soprattutto della dignità altrui. Non si deve mai oltrepassare il limite del rispetto delle persone. Vittorio Feltri quel limite lo ha oltrepassato tante volte”.

Il 36enne giornalista e scrittore ragusano ha aggiunto: “Vi ricordate, mentre era sul letto di morte, l’articolo sul terrone Camilleri? Io e Sandro chiedemmo pubblicamente che l’Ordine prendesse posizione. Ma per intervenire concretamente, ci è stato detto, bisogna seguire le regole dell’Ordine. Feltri è iscritto all’albo dei giornalisti della Lombardia e quindi abbiamo atteso l’ultimo editoriale e abbiamo scritto al consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia chiedendo l’apertura del procedimento nei confronti di Vittorio Feltri”.

Per poi concludere: “Nulla di personale con il Direttore Feltri, anzi lo facciamo per Lui. Perchè finalmente comprenda che esiste un unico Paese, il nostro. E che noi Terroni non siamo inferiori e neanche co***oni”.

Redazione-iGossip