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Baby Gang denunciato per aver usato le foto dei figli minorenni di una nota influencer

Baby Gang è stato denunciato per aver usato le foto dei figli minorenni di una nota influencer. Periodo nerissimo per il giovane rapper. Lo rende noto Il Fatto Quotidiano. La Guardia di Finanza ha denunciato il rapper, ma anche il regista e il realizzatore del video di “Cella 2” per aver usato, senza permesso, le foto dei figli minorenni di una nota influencer torinese, seguitissima dalle mamme.

Lo scorso anno il rapper 19enne Zaccaria Mouhib aveva pubblicato su Instagram la perquisizione delle forze dell’ordine nella sua abitazione. Il 10 aprile scorso è stato indagato per i disordini in zona San Siro durante le registrazioni di un video con decine di giovani in barba alle norme anti Covid, ora sempre per un video, “Cella 2”, la Guardia di Finanza lo ha denunciato per aver usato, senza permesso, le foto dei figli minorenni di una nota influencer torinese, seguitissima dalle mamme.

Come si legge su Il Fatto Quotidiano: “Il brano e il video raccontano la vita in carcere del protagonista e sono state inserite anche le immagini dei minorenni”.

“Considerando che il brano descrive la vita in prigione del protagonista – spiegano gli ufficiali in una nota diramata alla stampa -, è stato ritenuto che la riproduzione fosse anche diffamatoria nei confronti dei bambini. Il rapper, peraltro, durante la fase delle investigazioni è stato protagonista di un’azione dimostrativa contro rappresentanti degli organi di polizia nel quartiere San Siro di Milano e, nel contempo, ha realizzato un video, immesso in rete, con il quale inneggia alla violenza e alla rivoluzione contro il sistema e le forze dell’ordine”.

Il video è stato riprodotto 9.633.480 volte, di cui 3.026.140 con particolare riferimento all’istante in cui appariva l’immagine incriminata. Insieme al rapper sotto inchiesta ci sono anche il regista e il realizzatore del video “per aver abusivamente riprodotto, trasmesso e diffuso in pubblico la fotografia dei minori, in violazione della normativa sul diritto d’autore e per aver diffamato la loro immagine. Ai tre sono state contestate anche le sanzioni amministrative previste dalla legislazione in materia di copyright”.