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Caparezza temeva di lasciare la musica per un acufene

Caparezza temeva di lasciare la musica a causa di un acufene, ma questa malattia non gli ha impedito di incidere il suo nuovo album Prisoner 709. Questo nuovo disco del rapper pugliese Michele Salvemini, registrato tra Molfetta e Los Angeles, è nato in un periodo in cui non riusciva a riconoscersi.

Caparezza con i suoi fan – Foto: Facebook

Il famoso e popolare cantautore barese ha parlato della sua malattia: «A causare il fischio potrebbero essere stati proprio i live; dal vivo ho sempre voluto volumi altissimi, mi dava la carica. Ora ne pago le conseguenze, ma sono una persona determinata: temevo di dover lasciare la musica e invece…».

Il bravissimo artista pugliese si è poi soffermato sul suo nuovo disco, che è composto da ben 16 brani. «Mi piace che sia tanto suonato – ha detto Caparezza – Ci sono le chitarre vere, i bassi veri, le batterie vere, gli archi veri, gli ottoni veri, una marea di voci, cori di bambini, il coro gospel. Sono fortunato perché sono un artista libero, ho sempre fatto quello che volevo e con “Prisoner 709” ci tenevo a parlare di poli contrapposti: ragione o religione?; libertà o prigionia?; chiudersi o aprirsi? Il focus di queste nuove canzoni è un bipolarismo tra due azioni e il mio ritrovarmi al centro, impegnato a scegliere da che parte stare».

Il testo del singolo L’uomo che premette parla di un fenomeno pericoloso, quello che nel singolo “Ti fa stare bene” è riassunto nella frase “i fricchettoni stanno diventando nazisti”. A tal proposito Michele Salvemini ha lanciato un messaggio politico molto importante e significativo: «La propaganda politica e il linguaggio grezzo stanno trasformando anche i più moderati in estremisti che vedono nel diverso un nemico». Qual è il rimedio? «Smetterla di stare nel nostro castelluccio con i nostri amici e le nostre sicurezze e iniziare a viaggiare».