Cristina Comencini, risate e sarcasmo a Venezia per Quando la notte

Cristina Comencini, acclamata regista italiana conosciuta per la mano realistica dei suoi film, è stata rifiutata dalla platea del Lido di Venezia per il suo nuovo film “Quando la notte”. La pellicola è un racconto sui problemi di una maternità non rassicurante e illustra come una storia d’amore può essere segnata duramente dalla presenza di un bambino. Un film dalla trama dura e sprezzante, che secondo la regista in luoghi come la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è considerata ancora un vero e proprio tabù.

Il nuovo film della Comencini, “Quando la notte” è tratto dall’omonimo romanzo di gran successo pubblicato dalla Feltrinelli e vede come protagonisti Claudia Pandolfi e Filippo Timi. La pellicola, secondo film italiano in gara a Venezia 68 è stato accompagnato da risate e commenti velenosi e sarcastici soprattutto da parte di giornalisti e pubblico maschile. La regista si è giustificata dicendo che al Festival le emozioni ed i sentimenti violenti non sono graditi e che alcuni argomenti come l’amore materno non rassicurante, restano tabù.

Cristina Comencini apre la scena con Marina (Claudia Pandolfi) che arriva a Macugnaga per trascorrere un mese con il figlio di quasi 2 anni in una villa di proprietà di Manfred (Filippo Timi), una giovane guida alpina dal carattere burbero ed introverso, a causa dell’abbandono prima di sua madre, da piccolo, e poi di sua moglie. Deve badare ai suoi figli e cercare di ricostruire la sua vita ormai in pezzi. Lei alle prese con i pianti e le richieste snervanti del suo bambino, lui con il tormento e la depressione della solitudine. Due solitudini diverse che si incrociano in due mondi lontani e diversi. Una pellicola, “Quando la notte” che da pochissimo spazio alle parole per far trionfare le espressioni del sentimento, come nella scena emblematica delle due funivie che vanno in direzioni opposte. Momenti emotivi complessi che non hanno fatto trionfare la capace regista italiana.

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