Gasperini-Inter: un amore mai sbocciato


Gasperini-Inter
, il rapporto che si complica anche per il fatto che, in fondo, un vero feeling non è mai sbocciato. La pesante sconfitta di Novara lascia presagire un rapido avvicendamento sulla panchina dei nerazzurri. Moratti, nervoso e scuro in volto, dopo la partita ha dichiarato di volersi prendere una notte di tempo prima di decidere il da farsi. La notte, come si sa, porta consiglio, tutto sta a vedere di che consiglio si tratterà. La sensazione che non ci sia sintonia tra tecnico e squadra è abbastanza evidente e lo steso Moratti ha sbottato “Non ha la squadra in mano”.

Di fatto è così, ma le colpe non sono tutte del buon Gasperini. Anche la società ha fatto il suo. Ha rinunciato senza batter ciglio a Eto’o che ha cercato di sostituire alla meglio con giocatori di un certo livello, Forlan e Zarate, ma che messi insieme non riusciranno a segnare quanto aveva segnato il camerunense nelle precedenti stagioni. Ma il vero problema dell’Inter sono  la difesa e il centrocampo. Si tratta di giocatori ormai con qualche anno sul groppone, che mal si adattano al gioco di Gasperini, il cui unico torto è quello di non adeguarsi al materiale umano che ha a disposizione.

Lo si è visto benissimo ieri sera. Lucio che vagava smarrito per il campo e che non riusciva a recuperare la posizione in difesa. Lo stesso Cambiasso che non è più quello di una volta; troppo lento e prevedibile, completamente inadatto al gioco di Gasperini. Il problema ora è rappresentato dalla ristrettezza dei tempi per il cambio dell’allenatore. Il calendario vede l’Inter impegnato sabato a Bologna, mercoledì prossimo in Russia per la Champions e, infine, il sabato seguente in casa contro il Napoli.

La soluzione più logica sarebbe quella di aspettare la sosta, nella quale un eventuale nuovo tecnico avrebbe il tempo, circa 13 giorni, per mettere mano alla squadra, ma allo stesso tempo, aspettare troppo potrebbe, in caso di risultati negativi, mettere l’Inter in una posizione tale da essere praticamente fuori sia dalla lotta scudetto che dall’Europa. Decisione difficile per Moratti.