Morto l’uomo che si diede fuoco a Bologna

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Morto
dopo nove giorni di agonia l’uomo che si diede fuoco davanti agli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Bologna. La disperazione ha fatto così un’altra vittima e il numero comincia d assumere i connotati di una vera e propria emergenza sociale. Naturalmente dall’esecutivo nemmeno una parola sull’accaduto, tanto il problema è lo spread e non certamente la disperazione di un numero sempre crescente di italiani.
Certo, la storia dello sfortunato signore bolognese è alquanto emblematica, visto che si è trovato a dover affrontare un controllo dell’Agenzia delle Entrate che gli ha contestato l’utilizzo di fatture, forse, false da lui utilizzate per cercare di abbattere in qualche modo il suo debito con il fisco.

Questo, grazie alla crisi economica che stava mettendo lui, la sua famiglia e la sua azienda sul lastrico. E si sa, pur di salvare i propri cari da eventuali conseguenze, in molti sono disposti a tutto.
Solo che la ferocia delle istituzioni non tiene affatto conto delle situazioni contingenti e, anzi, gli chiedeva una cifra pari a 104mila €, anche se l’agenzia non conferma,  cifra alla quale si era arrivati grazie alle cospicue sanzioni applicate.
Certo, è del tutto normale pagare le tasse, è in effetti un obbligo sociale, ma è assolutamente fuori luogo applicare sanzioni eccessive ad un poveraccio che già non ha il necessario per pagare la cifra dovuta senza maggiorazioni.  E le conseguenze di questo stato di cose, sono sotto gli occhi di tutti.

Non è il primo che ricorre ad un atto del genere, il suicidio, perché sopraffatto dai debiti o solo perché sconvolto dalla impossibilità di poter tirare avanti.
Le riforme vanno bene, certamente, ma bisogna anche preoccuparsi di eventi del genere che sono figli di una crisi economica sempre più pesante e che per il futuro non promette nulla di buono. La contrazione dell’economia sta impoverendo il Paese, ma ormai non è più possibile pretendere oltre dagli italiani.

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