Neonata morta al Policlinico Gemelli. Due indagati

Policlinico Gemelli di Roma al centro delle polemiche per una neonata morta

Muore una neonata al Policlinico Gemelli di Roma. Due medici finiscono nel registro degli indagati. La bambina è anta morta lo scorso 13 settembre dopo aver rifiutato il ricovero della madre da parte della struttura ospedaliera. Ma come sono andate esattamente le cose? La mamma, Carmela Cassese, aveva finito il termine previsto per la gravidanza, ormai da 2 settimane quando si è recata al Policlinico per un controllo di routine. Il 12 Settembre la donna è stata visitata attraverso una ecografia dal medico di turno. Dopo l’ecografia, un altro medico ha deciso di rimandare a casa la puerpera. Il giorno dopo, il 13, si è recata in maternità con le doglie. La bambina è nata, ma morta. Nel registro degli indagati i 2 medici in questione. Ma solo per adesso, le indagini potrebbero infatti includere altri medici.

La piccola sarà sottoposta all’autopsia per stabilire se la sua morte è avvenuta prima della nascita, o subito dopo. Nel primo caso i medici saranno indagati per interruzione colposa di gravidanza. Nel secondo di omicidio colposo. Dai primi accertamenti comunque sembra che la piccola fosse sana, quindi non avesse nessun problema di salute. Secondo Antonio Lanzone (direttore della clinica di ostetricia e ginecologia) si tratta di una scoperta scontata. Tutti gli esami della donna, infatti, confermavano la buona salute della piccola. Ed allora cosa è successo veramente? La donna, 29 anni, si era recata in ospedale il 12 settembre per  effettuare il parto programmato che era in ritardo di 2 settimane. Fin qui niente di nuovo. Succede spesso che i parti vengano posticipati. Il problema è che il 12 la signora, dopo un controllo ecografico, è tornata a casa causa mancanza di posti. Un problema tecnico. Dopo poche ore comincia il travaglio. E il tragico epilogo.  Sulla vicenda è stato aperto anche un indagine interna. Brutto periodo per il Policlinico Gemelli, già sull’onda delle polemiche per il caso dei 122 neonati che hanno contratto la tubercolosi.

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