Valeria Marini infuriata: “Assurdo vietare il mio film ai minori di 14 anni”

Valeria Marini infuriata

E’ ormai da un bel pò di anni che la carriera di Valeria Marini si è indirizzata verso la produzione di pellicole cinematografiche. Seguendo le orme del suo ex fidanzato Vittorio Cecchi Gori, dal quale avrà carpito i segreti del mestiere, la Valeriona nazionale sembra intenzionata a voler proseguire questa strada della produzione. Il cinema è sempre stata la vera passione della showgirl che però non è riuscita mai realmente ad essere convincente nelle vesti di attrice, quindi ha poi preferito ripiegare sulla televisione, pur non avendo alcun talento da esprimere, se non quello delle sue forme prorompenti. In questi ultimi anni però Valeria Marini si è concentrata sull’aspetto produttivo di alcuni film, ultimo quel I want to be a soldier, distribuito anche all’estero, che si è aggiudicato anche il premio Marc’Aurelio nell’ultima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma. Proprio questa pellicola sta per uscire finalmente in Italia, ma Valeria Marini deve fare i conti con la censura.

I want to be a soldier infatti sarà vietato ai minori di 14 anni nel nostro Paese. Una notizia che ha mandato su tutte le furie la showgirl produttrice. Ricordiamo come la regia sia di Christian Molina. Valeria Marini infuriata, secondo l’attrice-showgirl è assurdo che il suo film sia vietato ai minori di 14 anni. In effetti la trama della pellicola non è propriamente una barzelletta: si racconta la storia di Alex, un bambino di otto anni, che con l’arrivo in casa dei due fratellini gemelli viene un pò trascurato dai genitori. Il bambino chiede allora di poter avere nella cameretta la televisione, qui però assiste ad immagini molto cruenti della guerra e si lascia così influenzare da ciò che vede in tv che decide di diventare un soldato. Purtroppo però quello che Alex vede in tv si ripercuote anche nella sua vita reale, pensando di essere un soldato accoltella un suo compagno uccidendolo.

Il tema indubbiamente è molto forte, ma per Valeria Marini il film ha un significato molto preciso: è di denuncia e cerca di andare contro i messaggi sbagliati che la televisione molto spesso invia ai più piccoli. Valeria Marini infuriata perché è assurdo che il suo film sia vietato ai minori di 14 anni, visto che il suo obiettivo è quello proprio di educare i più piccoli sui messaggi sbagliati inviati dalla televisione.

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