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Lazio, altro passo falso. Il Genova passa all’Olimpico


Lazio
, altro passo falso  e questa volta è il Genova ad approfittare della condizione non perfetta della squadra di Reja, contestato sonoramente a fine gara, da una larga fetta della tifoseria biancoceleste.
Quel  “Reja vattene” ha fatto infuriare non poco il tecnico goriziano, ma del resto non  si è mai instaurato un feeling  tra Lui e i tifosi.

Un ulteriore passo indietro rispetto alla partita di Europa League e, due, rispetto alla prima che aveva visto la Lazio conquistare un punto prezioso a San Siro, un punto che alla fine era sembrato anche essere poco, rispetto ai meriti della squadra.

Il problema, molto probabilmente, è il modulo tattico adottato, il 4-2-4 che presuppone, per funzionare a dovere, la partecipazione alla fase difensiva anche degli attaccanti, cosa che puntualmente avviene di rado. Del resto, le due punte di Reja, Cissè e Klose, pur di indubbio valore come punte, mal si adattano ai ripiegamenti difensivi, vista anche la non più tenerissima età.
L’inizio dell’incontro è favorevole ai laziali che vanno meritatamente in vantaggio con Sculli, su assist di Klose, e conducono un primo tempo di buon livello, sfiorando in un paio di occasioni anche il raddoppio.

Nel secondo tempo, un po’ come era successo anche a Milano, rientra in campo un’altra Lazio, molle, lenta, che non è più in grado di gestire la partita, e a nulla valgono i cambi effettuati da Reja che, tra l’altro, perde pure Biava, scontratosi con Ledesma appena subentrato ad uno spento Hernanes, mentre l’argentino resta in campo con la testa fasciata da un vistoso turbante.
Ormai i biancocelesti non sono più in grado di offendere e, per giunta, il centrocampo , numericamente esiguo, non protegge efficacemente il repato arretrato e il Genova ne approfitta prima con Palacio, lesto a sfruttare  una dormita generale della difesa, e poi con kucka, che di fatto apre la crisi della Lazio.