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Maria Teresa Ruta violentata da due uomini

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Dopo Sandra Milo anche Maria Teresa Ruta confessa una bruttissima esperienza vissuta quando era giovanissima. La Ruta infatti è stat protagonista di un tentato stupro da parte di due giovani quando aveva solo 17 anni “La mia prima esperienza con il sesso è stata la peggiore che si possa immaginare: da ragazzina sono stata aggredita da due giovani che mi hanno strappato i vestiti e hanno tentato di stuprarmi” ha spiegato la showgirl  “Quell’aggressione mi ha rubato la felicità: per 7 anni ho avuto orrore del contatto fisico con gli uomini. Sono riuscita ad uscire dalla mia solitudine e dalle mie paure solo quando ho incontrato il mio ex marito Amedeo Goria, che ha saputo conquistarmi con la dolcezza. Lui è stato la prima persona alla quale sia riuscita a confidare il mio dramma: e il fatto di parlarne mi ha guarito”.

La Ruta ha poi raccontato nel dettaglio l’accaduto “Avevo 17 anni, ero una studentessa del liceo, una adolescente come tante. E stavo vivendo giorni particolarmente felici perché avevo da poco iniziato a respirare l’aria del mondo dello spettacolo. Un regista teatrale di Torino, la mia città, mi aveva detto: “tu dovresti fare tv, vai a Roma, ci sono dei provini per diversi programmi”. E per permettermi di soggiornare a Roma qualche giorno, il tempo necessario per i provini, quel regista mi aveva messo a disposizione un monolocale nel quartiere romano di Trastevere” ha raccontato la Ruta.

“Sono partita per Roma ‘inseguita’ dalle raccomandazioni dei miei genitori: “non dare confidenza agli sconosciuti”, e così via. Ma non mi sono servite a niente nel giorno spaventoso in cui, non di notte ma alle due del pomeriggio, sono stata aggredita. Era il 14 agosto del 1977. La città alla vigilia di Ferragosto era deserta. Mancavano 3 ore al mio treno e io avevo deciso di fare un’ultima passeggiata nel quartiere. Proprio mentre ero di ritorno, a pochi metri dal palazzo in cui alloggiavo, mi sono imbattuta in due ragazzi di 20 anni o poco più. Loro mi hanno guardata e si sono messi a ridere. Nella loro risata c’era qualcosa di strano, di sinistro. Era comse se fosse stato un segno di intesa. Ho avuto un brutto presentimento e mi sono affrettata a raggiungere il mio palazzo. Ma quando ho aperto il portone non ho fatto in tempo ad entrare. Quei due mi sono piombati addosso e mi hanno scaraventato a terra. Ho gridato. Ho gridato così tanto che sono rimasta sconvolta dalle mie stesse grida: ogni tanto, nella mia mente, le sento ancora echeggiare. Ma nessuno è accorso: non c’era un’anima in giro”.

“Mi hanno strappato la borsa, la collanina che portavo e gli orecchini, facendomi sanguinare un orecchio. Ho cercato di difendermi ma loro hanno reagito sferrandomi calci con ferocia. Poi il più cattivo dei due ha detto: “Adesso con questa qui ci divertiamo”. Queste parole mi hanno gelato il sangue. Un istante dopo mi hanno strappato la camicetta, mi hanno afferrato con forza il seno e hanno cercato di calarmi i jeans. Per fortuna però non sono riusciti a fare quello che avevano in mente. Proprio in quel momento, infatti, si è udita la voce di una donna che, forse perché aveva sentito le mie urla, gridava: “Che cosa succede?”. Sentendola i miei aggressori sono scappati”.