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Paolo Villaggio morto: il cordoglio del mondo politico

Paolo Villaggio morto il 3 giugno 2017 ha lasciato un grande vuoto nel mondo del cinema e dello spettacolo italiano. E’ morto all’età di 84 anni a Roma. L’Italia piange il mitico e divertente ragionier Ugo Fantozzi nonché uno dei più grandi comici e maestri della risata nella storia del cinema italiano, dopo il compianto Totò. Tantissimi colleghi hanno reso omaggio a Paolo Villaggio su Facebook, Twitter e Instagram. Tantissimi politici hanno ricordato il mitico Fantozzi sui social network, a partire dal presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi.

Paolo Villaggio – Foto: Facebook

“Ricordo Paolo Villaggio, – ha cinguettato il premier Gentiloni – talento comico straordinario ha insegnato a generazioni di italiani a riconoscere i propri tic”.

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha affidato a una nota il cordoglio per la scomparsa di Villaggio: “Con lui va via un grande protagonista del cinema, del teatro e della televisione italiana. Un artista che attraverso la sua profonda ed originale ironia, i suoi personaggi e le sue maschere ha rappresentato la società degli ultimi decenni e regalato sorrisi e riflessioni ad intere generazioni”.

Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ha scritto: “Alzi la mano chi non ha mai riso, sofferto, pensato davanti a un suo personaggio, davanti a una delle sue battute o dei suoi personaggi. Nessuno, non alza la mano nessuno. Perché Paolo Villaggio è stato capace di questo – ha continuato l’ex premier – portare il proprio talento in casa di tutti gli italiani, anche di quelli che non lo amavano troppo. Questo significa secondo me essere un artista straordinario e per questo, quando sei ai titoli di coda, puoi solo dire grazie, senza retorica”.

Il leader del Movimento 5 Stelle e comico Beppe Grillo ha ricordato con un breve post un artista che ci rappresentava. “Un dolore sordo per la morte di Paolo Villaggio, il mio primo pensiero è stato macchè morto, sono balle… Ho provato lo stesso dolore quando morì Alberto Sordi, sto parlando di due ultraitaliani. Sordi e Villaggio hanno mostrato il nostro peggio, e per questo avvertiamo un dolore così intenso: nel rappresentarci davano la sensazione di capirci. Eppure erano assolutamente agli opposti – ha continuato il leader del M5S Beppe Grillo – nei personaggi di Sordi era facile identificarsi in quanto italiani. Non era lo stesso per Fracchia e Fantozzi, perché Villaggio dalla sua alienità non esprimeva mai un volemose bene, non ci ha mai assolti dai nostri peccati. Forse per questo era così inavvicinabile e indecifrabile. Cosa abbiamo perso oggi? Un grande artista che ci rappresentava come tante dualità: esseri che seguono la corrente contorcendosi e che si ribellano all’improvviso, ma senza speranze, contro il padrone drogato di cinema d’essai nella oramai mitologica e sintetica critica alla Corazzata Potemkin che è una cagata pazzesca! Un’originalità nel tratteggiarci che lo ha reso una stella – ha concluso Grillo -, capace di recitare come per ispirazione ultraterrena”.