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PD allo sbando: Emiliano e Orlando attaccano Renzi

PD allo sbando: le minoranze del partito, rappresentate da Michele Emiliano e Andrea Orlando, hanno attaccato il leader Matteo Renzi. Dopo una notte di urla e pianti, il Partito Democratico è riuscito ad approvare le liste elettorali, ma l’ex premier Matteo Renzi ha ammesso: “È stata una delle esperienze più devastanti che abbia vissuto. Dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è meno forte di noi”.

Matteo Renzi – Foto: Facebook

Alle primarie del PD, l’area di Matteo Renzi aveva conquistato il 69,2% dei consensi, contro il 20% di Andrea Orlando e il 10% di Emiliano: dei 200 posti sicuri (tra listini e collegi), quasi il 90% andranno a candidati vicini al segretario Renzi. In questo correntone di maggioranza, il 70-72% dei parlamentari sarebbero renziani doc, l’ 8-10% amici di Martina e Orfini, il 5-7% amici di Franceschini mentre alle minoranze restererebbe il restante 10%.

L’ex presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi sta trasformando il PD in PdR (Partito di Renzi). Il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano ha attaccato: “È stata premiata la fedeltà al capo”. Il ministro della Giustizia nei governi Renzi e Gentiloni, Andrea Orlando, si è lamentato il fatto che “non c’è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti. Il PD deve vincere e combatterà qualunque sia la decisione presa. Ma riteniamo che il modo scelto non sia giusto”.