Quantcast

Rai, C’è Grillo fa flop: Carlo Freccero critica Fabio Fazio

C’è Grillo ha fatto flop. La puntata dedicata al comico e leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha racimolato solo il 4,3% di share su Raidue. Un risultato decisamente molto al di sotto delle aspettative. Il format ideato da Carlo Freccero non è riuscito a suscitare l’interesse e a catalizzare l’attenzione dei telespettatori.

Il direttore di Rai2 ha confessato che si aspettava di fare almeno il 5,8%. Secondo Carlo Freccero è tutta colpa della programmazione sbagliata: “C’è Grillo è terminato alle 23.35, una scelta dettata dall’esigenza di far terminare la trasmissione in tempo per non disturbare l’inizio che Che fuori tempo che fa di Fabio Fazio su Rai1”.

Ha poi sottolineato: “Il coordinamento dei palinsesti ci danneggia sempre”. Lui voleva che C’è Grillo doveva andare avanti fino all’1 di notte: “In questo caso avremmo fatto il 6-7% di share”.

Marcello Ciannamea, direttore dei palinsesti Rai, ha però asserito: “Ragiona in maniera leninista e ha una posizione censoria nei miei confronti e pensa solo a Rai1”.

Freccero ha elencato un altro motivo del flop di C’è Grillo. L’intervista del vice presidente del Consiglio e leader del M5S Luigi Di Maio a Quarta Repubblica su Rete4 ha ottenuto oltre il 6,1% di share. “Non era certo prevedibile – ha detto Freccero – il successo incredibile di Nicola Porro su Mediaset che ha ospitato Di Maio e che ha fatto registrare punte del 9%. Questo, dimostrerebbe che non c’è coordinamento tra me e M5s ,altrimenti avrei chiesto a Porro di invitare Di Maio un altro giorno. Secondo me ci ha tolto 3 punti di share”.

Senza troppi giri di parole, il direttore di Rai2 ha ammesso: “È stato un insuccesso ed è innegabile, ma un insuccesso in tv aiuta a essere più razionali. Quando perdi non fai la vittima e analizzi gli errori facendone tesoro per futuro”.

Il membro di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, ha chiesto la sua testa. Freccero ha replicato alla richiesta di dimissioni portando, ancora una volta, l’esempio di Fabio Fazio: “Non ci penso proprio anche perché, se è vero che abbiamo perso 40mila euro per C’è Grillo, non mi pare ci sia stato questo gran danno industriale… costa quanto un caffè di Fazio”.

Per il deputato Pd Michele Anzaldi non è “una sconfitta sulla quale riflettere”, ma un “inemendabile disastro”.