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Tina Rispoli minimizza l’aggressione del figlio al rivale in amore: “Sono cose che succedono tra ragazzi”

Tina Rispoli ha minimizzato l’aggressione del figlio, il 23enne Crescenzo Marino, al rivale in amore su Instagram, sottolineando che sono cose che succedono tra ragazzi. Il figlio di Tina Rispoli e del defunto boss Gaetano Marino (ucciso nell’agosto del 2012 a Terracina) è stato fermato dagli agenti poiché dopo aver scoperto dei messaggi scambiati da un rivale in amore di 25 anni con la sua ragazza lo avrebbe atteso in strada per il “chiarimento”.

Al ragazzo prima sono giunti avvertimenti verbali, poi Marino jr avrebbe deciso di passare dalle parole ai fatti. Il 23enne si è recato in via Cardinale Filomarino, a Secondigliano, rione Berlingieri, dove ha affrontato l’amico al punto da staccargli a morsi un lembo di orecchio e colpirlo a pugni fino quasi a procurargli il distacco della retina.

La vittima è stata subito soccorsa. In ospedale i medici gli hanno ricucito l’orecchio con cinquanta punti e per fortuna salvato l’occhio. L’accusa è lesioni personali gravi e per questo motivo Crescenzo è stato portato in carcere a Poggioreale.

La neo moglie di Tony Colombo, Tina Rispoli, si è sfogata su Instagram Story: “Ormai è una croce… una sciocchezza ne fanno una tragedia! Gli serve visibilità a queste persone e per averla devono parlare di noi, ma non hanno capito una cosa che con me non fila! Io so chi è mio figlio e posso solo riderci sopra. Sono entrambi due bravi ragazzi – ha continuato la vedova del boss Marino – sai com’è una parola ciascuno e sono arrivati alle mani …Tutto qua, ma niente di grave!!! Staccare a morsi è una cosa, cadere e farsi male durante una lite è un’altra! Sono ragazzi mi dispiace non dovrebbero accadere certe cose! Però grazie a Dio non è successo niente di grave, ma come sempre si esagera sui social”.

Poi ha replicato alle accuse e critiche di alcuni follower: “Io non giustifico mio figlio ma tu cosa avresti fatto al posto suo con due persone addosso? Non sapete come sono andate le cose – si è giustificata la moglie di Colombo – non giudicate mio figlio solo perché porta un cognome forte! Sono ragazzi hanno litigato e mio figlio si è difeso con le mani, senza nessuna arma. Chi conosce mio figlio sa quanto perbenismo possiede! Io non devo spiegare niente so mio figlio chi è. I giornali scrivono quello che vogliono! Mio figlio è un bravo ragazzo – ha proseguito – si è semplicemente difeso o doveva farsi ammazzare da due persone, dimmi doveva farsi picchiare perché ha un cognome forte. E chi sono i giornali? Stavano presenti quando è successa la lite? Che ca**o ne sanno loro di quello che realmente è accaduto? Voi non potete giudicare le persone perché i giornali scrivono. Informati chi è mio figlio! Ha 23 anni e questo è il primo problema che mi ha portato”.