Quantcast

Tumore del pene: una malattia rara che colpisce 1 su 100mila

Tumore del pene: una malattia rara che colpisce 1 su 100mila. Nel nostro Paese soltanto nel 2017 si sono verificati ben 500 casi. Colpisce gli over 50, ma in particolar modo gli over 75. «Stupisce come ancora oggi ci siano uomini che arrivano dall’oncologo con una patologia in fase avanzata – ha spiegato Roberto Salvioni, direttore della Chirurgia Urologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Purtroppo però i dati di alcuni anni fa non sono cambiati: otto uomini su dieci non si sottopongono a una visita urologica mai nella loro vita».

Medico – Foto: Pixabay.com

Come in tutti i casi di patologie, anche in questo è fondamentale e importantissimo la prevenzione. A partire dall’adolescenza occorre detergere con costanza le parti intime due volte al giorno e dopo ogni rapporto sessuale, sollevando il glande in modo da rimuovere bene le secrezioni che si raccolgono nel solco.

«Ai bambini va insegnato come detergere correttamente le parti intime prima dell’inizio della vita sessuale – ha detto Salvioni -. Questo vale sempre e soprattutto per gli uomini che alla nascita non sono stati sottoposti alla circoncisione. Oggi è scientificamente assodato infatti che nelle popolazioni maschili dov’è presente questa pratica, il rischio di tumore del pene è molto basso. Imparare a detergersi accuratamente, anche nella zona sotto il glande – ha proseguito – evita anche la fimosi, il principale fattore di rischio di tumore del pene. È la formazione di tessuto cicatriziale a seguito di una condizione infiammatoria cronica, che impedisce di scoprire il glande».

Anche il controllo dei genitali è molto utile.  «Bisogna scardinare quei tabù che in molte famiglie sono ancora purtroppo ben radicati – ha asserito Salvioni -: non c’è nulla di male nel toccarsi. Anzi, proprio con l’autopalpazione dei testicoli (sono 2.500 i nuovi casi in Italia di questo tumore ed è più frequente tra i 18 e i 35 anni) è possibile cogliere differenze nella forma, oppure nella consistenza, che potrebbero essere un segnale precoce di malattia. Così come, osservando e palpando il pene, si possono trovare macchie, rigonfiamenti e in generale qualcosa di diverso dal solito, da segnalare al proprio medico».

Tra le regole rigide da osservare in questi casi è la vaccinazione anti-HPV agli adolescenti poiché il Papilloma virus aumenta il rischio di cancro al pene da quattro a otto volte. Tale virus è il principale responsabile del tumore dell’utero, ma anche di altri tipi di cancro nel sesso maschile, come quello dell’ano (nell’80% dei casi) e della bocca (circa 30%). Inoltre il virus, che si trasmette con i rapporti sessuali, è causa di lesioni precancerose quali i condilomi (o verruche) ano-genitali e ostacola la fertilità dell’uomo.

Poi è molto significativo utilizzare il profilattico. «È importante insegnare ai ragazzi (e ricordare agli adulti) il ruolo determinante del profilattico, che va indossato già durante i preliminari, nel caso di rapporti con partner occasionali – ha ricordato Salvioni -. Non solo come strumento di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche per la prevenzione anticancro proprio perché in questo modo si limitano le possibilità di contagio del Papillomavirus».